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Netanyahu: tregua non è in agenda. Hamas: voli su Tel Aviv a rischio

Quarto giorno di battaglia nella Striscia di Gaza, e i morti tra i palestinesi salcono a circa 80. Nonostante i richiami di Stati Uniti e ONU, Israele sostiene che "nessuna pressione internazionale ci impedirà di agire contro i terroristi a Gaza". Hamas minaccia invece le compagnie aeree che operano su Tel Aviv.

Quarto giorno di battaglia nella Striscia di Gaza, con Hamas che lancia i suoi razzi verso Israele (nella speranza che non voglia mai più tentare di colpire una centrale nucleare) e l'esercito israeliano che prosegue i bombardamenti aerei. Hamas si dice pronto a "combattere per mesi" come avverte Mahmud a-Zahar, uno dei leader dell'organizzazione palestinese, in un'intervista telefonica ad una emittente di Gaza. Per Hamas, infatti, il cessate il fuoco non potrà avvenire se prima non ci sarà la rimozione del blocco di Gaza e la liberazione dei detenuti arrestati il mese scorso. Israele non intende ovviamente cedere ai ricatti, con il ministro della Difesa Yitzhak Aharonovitch, dopo essere arrivato ad Ashdod dove un razzo lanciato da Gaza ha centrato una stazione di benzina, che anticipa: "E' una battaglia difficile e li stiamo colpendo duramente. Ci stiamo preparando per l'opzione di una possibile incursione via terra". I raid aerei israeliani hanno infatti causato, nella Striscia di Gaza, almeno una 80ina di morti, tra cui anche donne e bambini. Ad Israele, invece, non si registrano vittime, anche grazie al sistema antirazzi Iron Dome. L'agenzia palestinese Maan riporta inoltre un ulteriore "avvertimento" lanciato da Hamas, diretto alle compagnie aeree straniere, invitate a sospendere i voli per Tel Aviv. Stamattina, almeno 4 razzi di Hamas sono stati infatti intercettati mentre si dirigevano verso l'aeroporto internazionale Ben Gurion. Il responsabile di Alitalia in Israele, Aldo D'Elia, conferma che la compagnia continua per il momento ad operare e ad effettuare voli su Tel Aviv "come le maggiori compagnie aeree secondo quanto pianificato, con alcune variazioni d'orario". Gli Stati Uniti hanno chiesto di "allentare le tensioni" perché "nessuno vuole assistere a un'invasione di Gaza da Israele" mentre il segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, dopo aver "condannato l'uso dei razzi da Gaza" definisce "intollerabile l'eccessivo uso della forza da parte di Israele". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sostiene però che "una tregua non è in agenda", mentre il presidente Shimon Peres afferma che Israele "è pronta ad ogni scenario per proteggere" i propri civili. Netanyahu chiarisce: "Nessuna pressione internazionale ci impedirà di agire contro i terroristi a Gaza".

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