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Giornata mondiale infanzia ma bombe Israele a Gaza uccidono 18 bambini

Oggi il mondo celebra la Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, forse in maniera più ipocrita rispetto al passato visto il riaccendersi del conflitto israelo-palestinese. Il Palestinian Centre for Human Rights (PCHR) denuncia che a seguito degli attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza sono morti 18 bambini, mentre ne sono rimasti feriti 175.

Il 20 novembre tutti i Paesi del mondo ricordano che in questo stesso giorno del 1989 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (qui la versione semplificata dei primi 42 articoli) , uno strumento normativo internazionale di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia, che a livello giuridico è vincolante per gli Stati che la ratificano. Come ricorda anche Wikipedia, solo la Somalia e gli Stati Uniti d'America non hanno ratificato la Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia. Anche Israele è parte firmataria della Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, dove si stabilisce che si intendono "bambini gli esseri umani di età inferiore ai 18 anni", anche se, come nel 2008 veniva sottolineato in una Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, "a partire dai 16 anni di età i minori palestinesi sono considerati adulti dai regolamenti militari israeliani applicati nei Territori occupati, considerando altresì che per la stragrande maggioranza dei prigionieri palestinesi detenuti in carceri situate in territorio israeliano è spesso impossibile o molto difficile far valere il diritto ad essere visitati dalle loro famiglie, nonostante le richieste rivolte a Israele dal Comitato internazionale della Croce Rossa".

La celebrazione dell'anniversario dell'adozione della Convenzione ONU sui Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza appare oggi ancora più ipocrita rispetto agli anni passati. Se quotidianamente nel mondo i diritti dei minori sono spesso dimenticati, il riaccendersi del conflitto israelo-palestinese fa piombare nell'attualità tutta l'inutilità di tali normative quando proprio gli Stati contraenti scelgono di "sacrificare" dei bambini in nome delle guerre degli adulti. Come riporta il Palestinian Centre for Human Rights (PCHR), nel corso dell'offensiva israeliana che si è abbattuta sulla Striscia di Gaza durante quest'ultima settimana, le morti di civili palestinesi salgono a quota 58, di cui 18 sono bambini e 12 sono donne. Sono invece almeno 622 i feriti, di cui 175 bambini e 107 donne. Il PCHR denuncia che "le forze israeliane hanno bombardato le case abitate, nella stragrande maggioranza dei casi senza alcun preavviso" oppure "le forze israeliane hanno attaccato installazioni civili e governative situate in zone densamente popolate".

Il report degli attacchi stilato dal PCHR rende noto che solo il 18 novembre 2012:
- nel Nord della Striscia di Gaza le forze israeliane hanno lanciato 41 attacchi aerei, contro case, veicoli civili, terreni agricoli e aree aperte. Sono stati uccisi 5 civili palestinesi, tra cui due bambini mentre alti 35 sono stati feriti, tra cui 10 bambini e 10 donne. Inoltre, alcuni aerei da guerra israeliani hanno sparato due missili contro un veicolo che veniva utilizzato per distribuire acqua pulita, uccidendo all'istante Mohammed Suhail Aashour Hamada, 42 anni, e suo figlio Aashour di 10 anni. Più tardi, un altro aereo da guerra israeliano ha lanciato un missile contro Jalal Mohammed Saleh Nasser, 42 anni, e suo figlio Hussein, di 8 anni: stavano riparando le condutture dell'acqua sul tetto della loro casa.
- a Gaza City un caccia F-16 israeliano, secondo indagini del Palestinian Centre for Human Rights, ha sparato un missile contro una casa di 4 piani, uccidendo 8 membri della famiglia al-Dalu (4 bambini di età compresa tra l'uno e i sette anni e 4 donne), mentre 2 persone sono ancora disperse. Altri due bambini sono stati feriti.
- nel centro della Striscia di Gaza sono stati lanciati almeno 16 attacchi aerei dalle forze israeliane, uccidendo 5 civili palestinesi e ferendone 14, tra cui 4 donne e 3 bambini.

La lista è lunga e potrebbe continuare, e si conclude con un appello del PCHR che "mette in guardia contro il deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza alla luce di questa continua escalation militare israeliana". Il PCHR invita quindi "la comunità internazionale ad agire immediatamente per fermare questi crimini" e "chiede di aprire una inchiesta internazionale per indagare sui crimini di guerra commessi dalle forze israeliane contro i civili palestinesi nella Striscia di Gaza". Infine, il Palestinian Centre for Human Rights "condanna fermamente le dichiarazioni da parte di alcuni Stati in merito al diritto di Israele di difendersi, mentre il numero delle vittime civili palestinesi, tra cui donne e bambini, è in aumento" e questo perché il PCHR "ritiene che tali dichiarazioni forniscono solamente una copertura ad Israele per continuare a commettere crimini contro i civili disarmati".

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