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Bloccata anche la "Rachel Corrie" diretta a Gaza

La nave irlandese "Rachel Corrie" che cercava di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza dopo la "Freedom flottiglia" è stata bloccata e dirottata verso il porto di Ashdod.

La "Rachel Corrie" della Free Gaza proveniente dall'Irlanda è stata bloccata dalla marina israeliana, e ha costretto la "Rachel Corrie" a dirigersi verso il porto di Ashdod. Il blitz è avvenuto questa mattina ed è stato "pacifico". Niente elicotteri ma i soldati israeliani si sono avvicinati alla nave richiedendo di identificarsi. Pare che la marina israeliana abbia circondato la "Rachel Corrie", impedendogli di fatto di continuare il suo viaggio e da allora non è stato più possibile avere contatti radio con la nave che si stava dirigendo verso la Striscia di Gaza per portare aiuti militari. Anche il radar della "Rachel Corrie" pare essere stato oscurato. Pare che i militari abbiano cercato di convincere gli attivisti a scaricare la merce diretta a Gaza nel porto di Ashdod per poi trasportarla dopo i dovuti controlli. La "Rachel Corrie" pare che abbia rifiutato questa possibilità. Gli Stati Uniti invitano gli attivisti della "Rachel Corrie" a dirigersi verso il porto israeliano di Ashdod. Per gli USA "le attuali disposizioni del blocco di Gaza sono insostenibili e vanno cambiate" ma aggiunge a chiunque voglia portare aiuti umanitari di rispettare le richieste provenienti da Israele. Questo per evitare incidenti e riuscire ad aiutare la popolazione che vive nella Striscia di Gaza. Intanto emergono le prime indiscrezioni su come è avvenuto l'attacco alla "Freedom flottiglia". Il The Guardian scrive che i nove attivisti sono stati uccisi dai militari israeliani con colpi da arma da fuoco anche a distanza molto ravvicinata.

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