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Steve Jobs si dimette da CEO di Apple: ecco la lettera d'addio

Una lettera laconica d'addio e Steve Jobs lascia le redini di Apple a Tim Cook. Fine di un'epoca ma, per molti, non la fine di Steve Jobs, anche se malato da tempo e in "congedo" da gennaio. Per i nuovi prodotti l'ex CEO dice: "Non vedo l'ora di contribuire al loro successo con un nuovo ruolo".

Steve Jobs lascia il timone di Apple. Per molti significa la fine di un'epoca tanto che la Borsa, che senza Jobs dovrà imparare a valutare l'azienda di Cupertino "oltre il suo uomo chiave", ha ceduto subito il 7 per cento a causa dell'"addio" di Steve. Certo è che Steve Jobs e Apple hanno un destino in comune. Jobs è nato il 24 febbraio del 1955 a San Francisco, nel 1976 nel garage dei genitori, insieme al socio (e geniale hacker dell'hardware) Steve Wozniak, fonda Apple Computer. Jobs e Wozniak lanciano il Mac nel gennaio del 1984 ma l'anno dopo lasciano Apple a causa di dissidi e nuovi interessi. Jobs però farà ritorno in Apple nel 1996 come CEO. Il "secondo" Jobs cambierà l'azienda della Mela, che da "arcobaleno" diventa la vera "tentazione elegante" che ogni cliente Apple conosce bene. Il fondatore di Apple, ormai diventato un "santone del marketing" inaugura un nuovo modo di vendere e di confezionare i prodotti tecnologici, facendone gadget irresistibili per le masse, e che diventano immediatamente "di culto". Oltre ad una tecnologia matura ed affidabile i prodotti Apple offrono infatti appeal e design. E così iPod, iPhone e iPad, diventano "nomi comuni" per indicare anche i devices "cloni" della concorrenza, imponendo Apple e il suo "sistema chiuso" come standard de facto del mercato consumer. Chi l'avrebbe mai detto nel 1996? Ecco perché Steve Jobs è considerato un "sinonimo" di Apple. Perciò mercoledì quando si è diffusa la notizia negli Stati Uniti dell'addio di Steve Jobs dalla stanza dei bottoni di Apple, proprio nel massimo fulgore economico del marchio e della capitalizzazione aziendale, un fremito ha scosso fan e mercati. Il timone di Cupertino passerà definitivamente a Tim Cook che, sino ad ora, è stato il braccio destro di Jobs e il "facente funzioni" ufficiale per le assenze dovute a problemi di salute del fondatore di Apple. Scontanto quindi il sospetto che i problemi di salute di Steve Jobs si stiano aggravando, visto che era già in "congedo" da gennaio ("Steve Jobs lascia Apple e si mette in 'malattia'" http://is.gd/icvn6x). E' lo stesso Steve Jobs a scrivere in una lettera laconica le sue dimissioni. Eccola, liberamente tradotta dal testo originale inglese, diffuso da Apple e pubblicato dal Los Angeles Times (http://is.gd/q3sLLa). La lettera è indirizzata al "Al consiglio di amministrazione di Apple e alla Community di Apple": "Ho sempre detto che se fosse venuto il giorno in cui non sarei riuscito a soddisfare i miei impegni e le mie aspettative come CEO di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente quel giorno è arrivato. Con la presente rassegno le mie dimissioni da Amministratore Delegato di Apple. Vorrei ricoprire, se il Consiglio ritiene opportuno, l'incarico di Presidente del consiglio, direttore e impiegato di Apple. Per quanto riguarda il mio successore, vi raccomando vivamente di seguire il piano di successione e di nominare Tim Cook come CEO di Apple. Credo che i giorni più innovativi e luminosi di Apple siano ancora a venire. E non vedo l'ora di guardare e contribuire al loro successo con un nuovo ruolo.Ho avuto alcuni dei miei migliori amici della mia vita alla Apple, e ringrazio tutti per i molti anni nei quali ho potuto lavorare al vostro fianco".

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