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Steve Jobs: eredità creativa e biopic in arrivo. Manca il "moratorium"

Steve Jobs mania: dieci milioni di preordini per l'iPhone 4s, funerali in forma privata "a sorpresa", biopic in arrivo sembra da parte di Sony Pictures, "tesoretto" di brevetti e prodotti lasciati dal "guru" per i (consumatori) posteri. "Hey hey my my Steve Jobs can never die", Philp K. Dick docet.

Steve Jobs funziona anche "post mortem" come d'altronde è successo ad altri divi globali come Michael Jackson e Amy Winehouse. E se gli ultimi due artisti hanno venduto milioni di dischi dopo la loro scomparsa, essendo dei cantanti, Steve Jobs, essendo il co-fondatore ed anima di Apple, non poteva che vendere più iPhone. Si dice infatti che l'iPhone 4s sia già "tutto esaurito" nel mondo, arrivando, solamente con i preordini, alla cifra record di dieci milioni di pezzi nel mondo. Una cifra "smodata" nel senso di Mel Brooks, che conferma quanto l'"effetto fionda" mediatico per la scomparsa del patron di Apple, abbia riportato in auge un modello che, solamente il giorno prima della morte di Jobs, era stato considerato "deludente" in quanto non "iPhone 5", nel senso di "brand new" (leggi "iPhone: pensavo fosse 5 invece era un 4s" http://is.gd/Wcnkf1). La mitizzazione di Steve Jobs è comunque solo all'inizio dato che farà parte, come condicio sine qua non, del "patrimonio" di Apple. Ovviamente i tratti da scolpire per i posteri non saranno quelli del barbone sciatto e naive dei tempi del Mac (leggi "Steve Jobs portava una 'barba alla Fidel Castro' prima del Vonrosen" http://is.gd/fm4Ikr) ma ovviamente ricalcate dall'immagine del presente "iQualcosa". Non a caso la biografia "iSteve", ora intitolata "Steve Jobs: a Biography" di Walter Isaacson (http://is.gd/WEYyWd), non solo uscirà a fine ottobre (e non più a novembre) ma pare, secondo "deadline.com" (http://is.gd/Wq7pX3) sia stata già "prenotata" da Sony Pictures per farne un prossimo film. Il mercato sa bene che è meglio battere il ferro finché è caldo, e Sony non vorrebbe, a quanto si vocifera, farsi scappare un altro biopic importante almeno come quello di Mark Zuckerberg con "The social network". Interessante che proprio nelle ore del "funerale a sorpresa" di Steve Jobs in forma privata (le esequie del fondatore di Apple sarebbero state celebrate venerdì scorso), esce la notizia del "tesoretto" lasciato dal "guru" di Cupertino come eredità creativa già totalmente "formalizzata". Secondo la stampa USA, Steve Jobs avrebbe lasciato addirittura brevetti e nuovi prodotti per i prossimi 4 anni, chiusi naturalmente nei profondi forzieri di Cupertino. Alcuni attenti osservatori non possono che notare quanto, anche da queste "voci", Steve Jobs sia essenziale per la sopravvivenza di Apple e per la sua prosperità futura. Il mito infatti deve sopravvivere a se stesso e Steve Jobs dovrà continuare a "inventare" per i prossimi 4 anni le "pietre miliari" dell'azienda. Quasi come in un'invenzione letteraria di Philp K. Dick nel suo Ubik. Nel "moratorium" i deceduti si trovano ancora in stato di "semi-vita" e possono, per qualche tempo, continuare a parlare con i vivi. Anche di nuovi prodotti.

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