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Apple: the day after Steve Jobs

Il mercato di preoccupa per le sorti di Steve Jobs che formalmente rimane in carica come CEO senza però poter prendere delle vere decisioni strategiche. Gli azionisti potrebbero innervosirsi mentre i giornali americani cominciano a giocare al toto nome dl sostituto "definitivo".

Steve Jobs è in cura, non si sa esattamente per che cosa, non si sa per quanto. E non è solo un fatto di privacy che non si sappia praticamente nulla delle condizioni di salute del geniale CEO di Apple, ma perché la salute di Jobs è un fatto che potrebbe costare miliardi di dollari ai suoi azionisti.
Negli Stati Uniti le condizioni di salute di un amministratore delegato sono diffuse agli azionisti unicamente dal consiglio d'amministrazione e stavolta, visti i probabili tentennamenti, sembra che gli azionisti stessi potrebbero firmare una risoluzione per chiedere al cdm non solo chiarimenti sullo stato di salute di Jobs ma anche un dossier dettagliato sui piani per la sua sostituzione.
Il "dopo Jobs" preoccupa il mercato e nessuno, per ora si aspetta che l'inventore dell'iPhone si rimetta in tempi rapidi.
Il fatto che al timone di Apple ci sia Tim Cook, chief operating officer, in sella come sotituto per la terza volta, non sembra certo calmare gli animi, visto che intorno ad Apple incomincia un macabro "toto nome" del nuovo CEO "non provvisorio" dell'azienda. I nomi che si leggono sulla stampa d'oltre oceano vanno da Eric Schmidt (Google) a Scott Forstall (vice presidente di iOS Software alla Apple), ma nulla si sa ancora di preciso.

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