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Per Stephen Hawking Dio non esiste. Ma allora perché le nuvole stanno in cielo?

L'ultimo libro di Stephen Hawking, scritto insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, "The Grand Design", parla di Dio che "non serviva" per creare l'universo. Ma allora perché non spiega come le nuvole fanno a stare in cielo?

The Times inglese di oggi pubblica degli stralci dell'ultimo libro dello scienziato britannico Stephen Hawking "The Grand Design" (Il progetto grandioso). Il celebre fisico nato a Oxford spiega che "dietro la creazione c'è soltanto il nulla" e che "la fisica moderna non ha spazio per Dio nella creazione dell'universo".
Per lo scienziato inglese, affetto da una grave malattia degenerativa che lo costringe su una sedia a rotelle e a parlare attraverso un computer, ma che conserva una mente acutissima e capace di pensare affascinanti teorie, la "nuova fisica" sarebbe quindi in grado di spiegare l'origine dell'universo.
Hawking scrive che "grazie alla legge di gravità, l'universo può crearsi e si crea dal nulla". Lo scienziato rivede quindi i suoi precedenti scritti dove Dio non era "incompatibile" con la scienza e passa al dogma della "creazione spontanea".
Ma come può l'onnipotente e onnisciente scienza di Stephen Hawking mettere da parte Dio se, guardando il cielo, non ha neanche una teoria unitaria (è un eufemismo) su come fanno le nuvole a restare in cielo?

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