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Rodotà: testo riforma Senato sgrammaticato ed espressione di incultura

Gli esponenti di Libertà e Giustizia criticano le riforme costituzionali del governo Renzi, in particolare quella del Senato. Stefano Rodotà sottolinea inoltre: "Non ho mai letto un testo più sgrammaticato ed espressione di incultura del testo che riguarda la cosiddetta riforma del Senato".

Le riforme costituzionali del governo Renzi, e in particolare quella del Senato, continuano ad essere molto criticate dagli esponenti di Libertà e Giustizia, tra cui fanno parte anche molti costituzionaliti. "Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali" si legge nell'appello di Libertà e Giustizia. A La Repubblica, Gustavo Zagrebelsky sottolinea: "C'è un disegno istituzionale che cova da lungo tempo e che, oggi, a differenza di allora, viene alla luce del sole. Gli oppositori d'un tempo sono diventati sostenitori. Delle due, l'una: o tacere, con ciò acconsentendo di fatto, o parlare forte. E' quanto s'è fatto col documento di Libertà e Giustizia". Stefano Rodotà sottolinea invece anche un altro aspetto della riforma, e non di poco conto visto che già nel 2003 l'80% degli italiani di età compresa tra i 16 e i 65 anni non erano "in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità estraendo e combinando le informazioni fornite in testi poco più che elementari", lamentava Ignazio Visco parlando dell'analfabestimo funzionale. Nel corso della presentazione del libro di Gianni Rinaldini e Gabriele Polo sulla Fiom, Stefano Rodotà afferma infatti: "Non ho mai letto un testo più sgrammaticato ed espressione di incultura del testo che riguarda la cosiddetta riforma del Senato".

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