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Stefano Cucchi: rinvio a giudizio per 13 persone

Richiesto il rinvio a giudizio di 13 persone, tra agenti, medici e infermieri, coinvolti nella morte di Stefano Cucchi. Tra questi Claudio Marchiandi, direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del Prap.

E' stato richiesto il rinvio a giudizio di 13 persone, tra agenti, medici e infermieri, coinvolte stando agli inquirenti nella morte di Stefano Cucchi, deceduto al Sandro Pertini di Roma il 22 ottobre scorso dopo un arresto per detenzione di droga. Rinviati a giudizio, quindi, 3 agenti di polizia penitenziaria, 6 medici e 3 infermieri e il direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del Prap (provveditorato regionale amministrazione penitenziaria) Claudio Marchiandi. A Marchiandi è stato contestato il reato di falsità ideologica e abuso d'ufficio. Per 3 agenti invece il reato è quello di lesioni e abuso di autorità mentre per i 9 sanitari sono quelle di favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsità ideologica. Per i pm infatti i tre agenti hanno pestato il ragazzo una volta in carcere, colpendolo al volto, alle mani, alle gambe e alla schiena. Questo però non bastò da solo a causare la morte di Stefano Cucchi. La responsabilità per i pm va data a quei medici e a quegli infermieri che trascurarono completamente il paziente "omettendo di adottare i più elementari presidi terapeutici e di assistenza". A volere invece ricoverare Cucchi per forza al Pertini, nonostante l'ospedale non fosse attrezzato per accogliere il paziente già in gravi condizioni dopo il pestaggio, è stato Claudio Marchiandi, riportando nella cartella clinica falsi dati rispetto alle reali condizioni di salute.

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