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Caso Stefano Cucchi, affidata super perizia: "si riparte da zero"

La Corte d'Assise di Roma affida ad un pool di esperti il compito di stilare la super perizia sulla morte di Stefano Cucchi. Il difensore della famiglia fa notare come quindi "si riparte da zero", almeno dal punto di vista medico-legale.

Il 9 maggio la Terza Corte d'Assise di Roma nomina i medici che dovranno effettuare la perizia super partes che aiuterà, forse definitivamente, a chiarire le cause che hanno portato al decesso di Stefano Cucchi, il geometra 31enne che morì il 22 ottobre del 2009 nell'ospedale Sandro Pertini dopo essere stato arrestato sei giorni prima per droga.
La super perizia metterà quindi da parte tutte quelle presentate finora, sia dai pubblici ministeri che dalla difesa della famiglia di Stefano Cucchi, e dovrà rispondere a 5 quesiti posti dalla Corte e ad un sesto posto dal penalista Gaetano Scalise, che difende il primario dell'ospedale Pertini:
I questiti della Corte d'Assise di Roma a cui i periti dovranno rispondere sono:
- Accertamento epoca, causa, mezzi che hanno determinato la morte di Stefano Cucchi; - Natura, entità e cause delle lesioni riportate da Cucchi prima dell'ingresso a Regina Coeli; - Epoca di queste lesioni e se le stesse hanno contribuito direttamente o indirettamente a causare il decesso; - Se l'assistenza ospedaliera e la terapia medica e le informazioni al paziente siano state fornite nel rispetto dei criteri di perizia, urgenza e prudenza e se abbiano contribuito alla morte; - Il momento in cui è insorto il pericolo di morte.
Il quesito posto dal difensore del primario è invece accertare se "fosse adeguata al trattamento medico di soggetti detenuti con patologie traumatiche quale quella diagnosticata per Cucchi la struttura protetta dell'ospedale Sandro Pertini".
Il pool di esperti nominato dalla Corte d'Assise di Roma è guidato da Marco Grandi e da Cristina Cattaneo, entrambi del 'Labanof' (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) situato presso la sezione di Medicina legale del Dipartimento di Morfologia umana e Scienze biomediche dell'Università di Milano. Incaricati poi anche Giancarlo Marenzi (specialista in cardiologia e medicina interna), Erik Sgazerla (direttore della Clinica neurologica dell'Università Bicocca di Milano), Gaetano Iapichino (ordinario di Anestesia e Rianimazione dell'Università di Milano) e Luigi Baranga (urologo dell'Asl ICP di Milano).
Cristina Cattaneo è, come noto, l'anatomopatologa che si è occupata dei casi più famosi in Italia, come quello di Yara Gambirasio, di Elisa Claps e delle Bestie di Satana.
"Si riparte da zero" afferma soddisfatto l'avvocato Fabio Anselmo, difensore della famiglia Cucchi, che spiega: "Ripartiamo come se non fosse successo nulla fino ad ora dal punto di vista medico-legale. Fin dal deposito della consulenza del pm avevamo sostenuto la necessità di avere un migliore approfondimento tecnico. Avevamo ragione ed oggi il pm si è addirittura riservato di nominare nuovi consulenti".
"E' fantastico che il pm voglia nominare altri consulenti - commenta invece Ilaria Cucchi, sorella della vittima - Mi chiedo perché non l'abbia fatto prima. Non vanno più bene quelli che aveva o si sta finalmente accorgendo che avevamo ragione noi nel senso che senza quel pestaggio Stefano non sarebbe mai morto?".
Imputati per la morte di Stefano Cucchi 12 persone tra guardie carcerarie, medici e infermieri, e le loro difese fanno notare semplicemente come la super perizia garantirà una "maggiore chiarezza".
Il penalista Gaetano Scalise sottolinea invece come "la composizione del collegio peritale corrisponde a quanto noi stessi avevamo sollecitato, chiedendo la presenza anche di clinici in rado di verificare in concreto le osservazioni mediche che i consulenti clinici delle parte hanno sottoposto all'attenzione della Corte - concludendo - Credo ci sia la possibilità di verificare questa vicenda a tutto tondo".
La perizia dovrà essere completata entro 70 giorni, ed è stata quindi fissata al prossimo 18 luglio la nuova udienza del processo Cucchi dove gli esperti dovranno illustrare le conclusioni cui sono giunti, rispondendo anche alle domande della Corte, del pubblico ministero e degli avvocati di parte civile e difesa.

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