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Caso Cucchi: indagato maresciallo dei Carabinieri per falsa testimonianza

Dopo 6 anni potrebbe esserci una svolta nell'indagine sulla morte di Stefano Cucchi, il ragazzo deceduto il 22 ottobre del 2009 a sei giorni da un arresto per droga. E' stato iscritto nel registro degli indagati un per falsa testimonianza un maresciallo dei carabinieri, mentre altri due militari potrebbero finire sotto indagine per il reato di lesioni.

Dopo 6 anni potrebbe esserci una svolta nell'indagine sulla morte di Stefano Cucchi, il ragazzo deceduto il 22 ottobre del 2009 a sei giorni da un arresto per droga. E' stato iscritto nel registro degli indagati un per falsa testimonianza un maresciallo dei carabinieri, mentre altri due militari potrebbero finire sotto indagine per il reato di lesioni. I due Carabinieri operarono in borghese ma la Procura di Roma vuole capire perché non figurano ufficialmente fra chi eseguì l'arresto di Stefano Cucchi. L'attenzione degli inquirenti si sposta infatti nella stazione dei Carabinieri di Tor Sapienza dove Stefano Cucchi fu portato la notte dell'arresto. Secondo l'accusa, l'ex vice comandante della stazione di Tor Sapienza non avrebbe detto la verità al processo d'Appello.

Il procuratore Giuseppe Pignatone ha assegnato al pm Giovanni Musarò un fascicolo-bis dopo un esposto della famiglia Cucchi, ed ora si stanno rileggendo le vecchie carte del processo ma partendo da un altro punto di vista. Nella motivazione della sentenza con cui erano stati assolti dal reato di lesioni tre agenti della polizia penitenziaria e da quello di omicidio colposo nove persone tra medici e paramedici dell'ospedale Sandro Pertini, i giudici avevano infatti invitato i magistrati ad effettuare ulteriori approfondimenti "al fine di accertare eventuali responsabilità di persone diverse". La Corte d'Appello di Roma, pur assolvengo tutti gli imputati, ha però decretato che Stefano Cucchi "fu sottoposto ad una azione di percosse" chiarendo che "non può essere definita una 'astratta congettura' l'ipotesi prospettata in primo grado, secondo cui l'azione violenta sarebbe stata commessa dai Carabinieri che lo hanno avuto in custodia nella fase successiva alla perquisizione domiciliare".

In una intervista a Radio Popolare, Fabio Anselmo, l'avvocato della famiglia Cucchi, anticipa: "Posso dire che ci sono nuovi testimoni importanti. Ci saranno situazioni e novità che cambieranno la storia che è stata scritta finora. - aggiungendo - Siamo in grado di dimostrare anche il fumo che è stato fatto nel processo e che non ha permesso di arrivare alla verità. Adesso questo fumo si sta diradando". Il legale della famiglia Cucchi conclude: "Abbiamo raccolto elementi che riguardano aspetti medico-legali e la ricostruzione degli eventi dei quali è rimasto vittima Stefano. - affermando - Lui è stato pestato probabilmente più volte e poi è morto in conseguenza di quei pestaggi".

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