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Carabinieri "si sono divertiti" a picchiarmi: il teste al processo Cucchi bis

Luigi Lainà, teste al processo Cucchi bis, rivela che il 31enne romano gli confidò di essere stato picchiato dai carabinieri che nel farlo "si erano divertiti".

"Gli ho chiesto se a ridurlo così fosse stato qualcuno della penitenziaria e invece lui rispose che erano stati i carabinieri che lo avevano arrestato. 'Si sono divertiti', mi aggiunse" rivela il detenuto Luigi Lainà, ascoltato come teste della Procura nel processo bis sulla morte di Stefano Cucchi, che vede imputati 5 carabinieri per il pestaggio del 31enne romano.

Lainà descrive in maniera molto dettagliata le condizioni di Stefano Cucchi quando la sera del 16 ottobre del 2009 il 31enne romano fu portato al centro clinico di Regina Coeli, poche ore dopo il suo arresto.

"Stava 'acciaccato', era gonfio come una zampogna, aveva ematomi sul viso e sugli zigomi, era viola, perdeva sangue da un orecchio. Non riusciva neanche a inghiottire. Gli ho chiesto di alzarmi la maglietta. Quando gli ho visto la schiena era uno scheletro, sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz. Aveva il costato di colore verdognolo-giallo, come quello di una melanzana" racconta Lainà al pm.

Il testimone rivela quindi quanto detto da Stefano Cucchi a motivo del pestaggio: "Volevano che facesse la spia, che parlasse per far arrestare altri spacciatori, ma lui è stato un grande, non ha fatto un nome. Mi spiegò che era stato picchiato da due militari in borghese mentre un terzo in divisa intervenne per invitare i due a smetterla".

© riproduzione riservata | online: | update: 20/03/2018

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