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Rifiuti: Prestigiacomo "sconfessata"? Governo va sotto 2 volte

Il governo va sotto due volte su due mozioni in merito al decreto rifiuti, nonostante avessere il parere favorevole del ministro dell'Ambiente. Il Pdl vota comunque contro, ma Stefania Prestigiacomo dice di non sentirsi "sconfessata".

Si chiedono a più riprese le "dimissioni" del governo in seguito alla "giornata di particolare confusione", come l'ha poi definita la Prestigiacomo, iniziata con il voto della mozione dell'IdV in merito al decreto rifiuti, su cui lo stesso ministro dell'Ambiente aveva espresso parere favorevole. Al momento del voto, però, il caos, tanto che anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, appare alquanto sorpreso su quanto sta succedendo tra i banchi della maggioranza, ricordando prima di chiudere la votazione che "il governo aveva reso parere favorevole...". Mentre l'opposizione e una parte dei deputati di maggioranza hanno votato a favore, infatti, l'altra parte e tutti i ministri hanno votato contro la mozione, mentre Stefania Prestigiacomo si è astenuta, anche se era stata lei a dare il parere favorevole. Alla fine la mozione è stata comunque approvata, con 296 sì, 287 no e sei astenuti. Stessa scena, e governo battuto per la seconda volta, per un'altra mozione dell'Api, mentre su mozioni di Udc e del PD la maggioranza si è astenuta, anche se il parere del governo era sempre favorevole. Tanto che Dario Franceschini, chiedendo la parola in Aula, ha detto che "qualcuno dovrebbe informare il ministro Prestigiacomo che la maggioranza sta votando contro i suoi pareri" mentre Roberto Giacchetti (PD) accusa il ministro di essersi "astenuto per dissociazione mentale", chiudendo l'intervento, rivolgendosi al governo, con un "fate ridere". Stefania Prestigiacomo comunque afferma di non sentirsi "sconfessata" spiegando che non è "successo nulla di drammatico" e che forse "tutto è da addebitare alla giornata particolarmente tesa". Dall'opposizione in molti infatti avevano ipotizzato che tale "strano" comportamento fosse dovuto al fatto di "avere il voto della Lega su Papa", come affermato da Franceschini (anche se poi la richiesta di arresto di Papa è stata accolta, mentre quella di Tedesco, al Senato, no). Alla fine, il decreto rifiuti ritorna però in Commissione Ambiente, anche se l'iter del provvedimento scade il 30 agosto e questo ulteriore passaggio rischia di non bloccare la conversione in legge.

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