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Prestigiacomo: ddl stabilità cancella ministero Ambiente. Non lo voto

Stefania Prestigiacomo annuncia che non voterà mai, né al Cdm né in Parlamento una legge (quella di stabilità) che di fatto cancella il ministero dell'Ambiente". I tagli ptevisti per il bilancio, infatti, ammonterebbero al 90 per cento del totale.

Venerdì sarà all'esame del Cdm la legge di stabilità, e sembrano già emergere i primi malumori. Pare infatti che nel Ddl Stabilità verranno inseriti forti tagli in particolare per il ministero dell'Ambiente, il cui bilancio passerebbe da 1 miliardo e 650 milioni del 2008 a un totale di 444 milioni nel 2012. Calcolando che 320 milioni di euro sono solo di spese fisse, come gli stipendi, alla Prestigiacomo rimarrebbero circa 120 milioni di euro per conseguire tutti gli obiettivi del ministero, come la riduzione delle emissioni di Co2 ma anche per effettuare bonifiche, gestire i parchi, e via dicendo. Una cifra effettivamente che suona come ridicola. E infatti Stefania Prestigiacomo annuncia: "Ovviamente non potrò votare né in Consiglio dei Ministri né in Parlamento una legge che di fatto cancella il ministero dell'Ambiente". In queste ore anche il Ministero dello svilippo economico interviente sui contenuti delle legge di stabilità, e in una nota precisa che è "necessario garantire, anche sul fronte delle Tlc, la continuità degli investimenti e della crescita" perché "diversamente, si arrecherebbe un danno grave al settore e all'Italia". Il ministero presieduto da Paolo Romani spiega infatti che "i contenuti della nuova legge di stabilità riportati dalla stampa appaiono in evidente contrasto con quanto previsto circa la destinazione delle risorse della gara per le frequenze 4G, gestita nella sua totalità dall'Mse" ricordando che "la legge 220-2010 dispone, infatti, che 'eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima' di 2,4 miliardi di euro 'sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello Sviluppo Economico per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del Ministro Romani, di concerto con il Ministro dell'economia e delle Finanze' " e che "la legge 111-2011 precisa che una quota 'non superiore al 50% delle eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima' di 2,4 miliardi di euro 'sono riassegnate nello stesso anno al Mse per misure di sostegno al settore' ". Il Ministero dello sviluppo economico evidenzia quindi che "il successo della gara 4G è stato determinato anche e soprattutto dal fatto che le società di telecomunicazione hanno formulato le proprie offerte, nel corso della gara, nella consapevolezza normativa che una parte delle risorse sarebbe stata reinvestita nel settore Tlc" concludendo che quindi non si può dimenticare "che l'investimento di questi fondi in innovativi progetti di infrastrutturazione delle reti farà da volano all'investimento di ulteriori risorse private, con un rilevante effetto anticiclico, sia sul fronte economico che occupazionale".

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