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Strage Orlando: per FBI Omar Mateen non ha mai avuto legami con ISIS e terrorismo

Omar Mateen, 29enne americano di origine afghane, nelle prime ore di domenica 12 giugno imbraccia un fucile ed una pistola e compie una strage ad Orlando in un locale gay. Omar Mateen era stato più volte sotto indagine della FBI (anche se non ha mai infranto la legge) ma la polizia federale non ha mai trovato alcuna prova concreta di un suo legame con il terrorismo. Nonostante questo, l'ISIS rivendica la sparatoria di Orlando.

Prima di effettuare la più grande carneficina dall'11 Settembre 2001, il 29enne Omar Mateen ha chiamato il 911 (il numero d'emergenza statunitense) per annunciare fedeltà allo Stato Islamico, citando anche i fratelli Tsarnaev, autori dell'attentato alla maratona di Boston nel 2013. Subito dopo, nelle prime ore di domenica 12 giugno, Mateen ha preso d'assalto con un fucile ed una pistola la discoteca per gay Pulse, ad Orlando, (Florida) dove era in corso una serata di salsa e merengue. Il bilancio delle vittime è di 50 morti e 53 feriti.

Omar Mateen è riuscito a tenere molte persone in ostaggio fino alle ore 5:00 del mattino quando gli SWAT hanno fatto irruzione nella discoteca, utilizzando un veicolo blindato e diversi esplosivi progettati per disorientare e distrarre i sequestratori. Alla fine, Omar Mateen è stato ucciso mentre un poliziotto è rimasto ferito, salvo grazie al casco protettivo che ha deviato un proiettile. Il New York Times ancora questa mattina riferisce però che "non è chiaro se alcune delle vittime sono state accidentalmente colpite dagli agenti delle forze dell'ordine" durante il blitz.

Ore più tardi, lo Stato Islamico ha rivendicato l'attentato terroristico in un comunicato diffuso attraverso una applicazione criptata per smartphone. Il gruppo islamista ha sostenuto infatti che l'attacco "è stato condotto da un combattente dello Stato Islamico", secondo una trascrizione fornita da SITE Intelligence Group. Attualmente però non vi era alcuna indicazione a sostegno del fatto che Omar Mateen abbia avuto alcun tipo di collegamento diretto con l'ISIS.

Anche gli autori della strage di San Bernardino, in California, avevano proclamato fedeltà allo Stato Islamico, ma a quanto pare neanche la coppia (come Omar Mateen uccisi durante il blitz) aveva mai avuto contatti con il gruppo terrorista.

La FBI aveva indagato Mateen nel 2013 per presunti legami terroristici a seguito di alcuni commenti fatti ad alcuni colleghi di lavoro. Un ex collega, dopo la strage di Orlando, ha riferito infatti che Mateen avrebbe parlato spesso di uccidere la gente, esprimendo odio verso i gay, i neri, le donne e gli ebrei.

Una indagine era scatta anche nel 2014, per i presunti legami che il 29enne avrebbe avuto con Moner Mohammed Abu Salha, un americano divenuto membro di al-Nusra, gruppo legato ad Al-Qaeda. Abu Salha, 22 anni con madre statunitense e padre palestinese, è successivamente diventato il primo attentatore suicida americano in Siria. L'attentatore di Orlando avrebbe conosciuto Abu Salha nel 2014 presso l'Islamic Center of Fort Pierce in Florida, ma la FBI non ha mai trovato alcuna prova concreta che legasse Mateen con il terrorismo, anche perché non ha mai infranto alcuna legge. Si ipotizza che anche dopo la chiusura delle indagini del 2013 e del 2014 la FBI tenesse comunque Omar Mateen nella sua "lista di persone sospette".

Mateen infatti aveva anche legami con Marcus Dwayne Robertson, noto come Abu Taubah, un ex marine degli Stati Uniti nonché ex agente sotto copertura della FBI che si è poi trasformato in un radicale religioso musulmano, rilasciato dal carcere lo scorso anno. Mateen era un membro del Timbuktu Seminary, un sito web gestito da Robertson che la polizia crede possa venir utilizzato per diffondere insegnamenti radicali, secondo Fox News.

In passato inoltre (nel 2007), Omar Mateen lavorò come guardia di sicurezza presso la G4S, la società di sicurezza più grande del mondo. Il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives ha infine rivelato che Mateen aveva legalmente acquistato due pistole al massimo un paio di settimane prima della strage di Orlando, anche se non è chiaro se sono le stesse armi utilizzate nell'attentato.

Per questo motivo Barack Obama ha affermato: "Questo massacro è un ulteriore promemoria di quanto sia facile per qualcuno mettere le mani su un'arma che consente loro di sparare a persone in una scuola o in un luogo di culto o in un cinema o in una discoteca. - aggiungendo - Dobbiamo decidere se è questo il tipo di Paese che vogliamo".

Durante il discorso dalla Casa Bianca, Obama ha poi dichiarato: "Di fronte a tanto odio e violenza, ci ameremo ancora di più gli uni con gli altri. - assicurando - Non cederemo alla paura né ci rivolteremo l'uno contro l'altro. Invece, noi saremo uniti come americani per proteggere la nostra gente e difendere la nostra Nazione, e prenderemo tutti i provvedimenti necessari contro coloro che ci minacciano".

Donald Trump, il probabile candidato repubblicano alle presidenziali USA, ha chiesto invece, oltre alle dimissioni di Obama, il blocco degli immigrati musulmani. Omar Mateen era però un cittadino americano, nato a New York e vissuto a Fort Pierce, in Florida, anche se di origini afghane.

Hillary Clinton, la probabile candidata democratica, ha invece sostenuto: "Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per difendere il nostro Paese da minacce in patria e all'estero. Ciò significa, lavorando con gli alleati ed i partner, sconfiggere i gruppi terroristici internazionali per seguirli ovunque si trovino e per contrastare i loro tentativi di reclutare persone qui e in tutto il mondo. Inoltre, bisogna aumentare le nostre difese interne."

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