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Kamikaze in spiagge italiane: 007 smentiscono. Ma campi ISIS in Senegal

Il quotidiano tedesco Bild annuncia che l'ISIS sarebbe pronto a colpire questa estate nelle spiagge di Italia, Spagna e Francia del sud con kamikaze travestiti da venditori ambulanti. I servizi segreti italiani smentiscono ma anche Il Giornale qualche giorno fa riportava la notizia campi di addestramento gestiti dallo Stato Islamico in Senegal per "colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole".

Allarme terrorismo sulle spiagge italiane. E' quanto scrive il quotidiano tedesco Bild che avverte anche la Spagna e Francia del sud. Questa estate nel mirino dei kamikaze ci sarebbero infatti le spiagge e il pensiero ricorre al giugno di un anno fa quando a Sousse in Tunisia alcuni uomini armati di kalashnikov hanno aperto il fuoco tra gli ombrelloni, causando una quarantina di vittime. L'informazione più pericolosa diffusa dal Bild è però quella che in Italia, in Spagna e in Francia i kamikaze dello Stato Islamico potrebbero colpire "travestiti da venditori ambulanti". Il rischio non è tanto il fatto che qualche cosiddetto vu' comprà si faccia esplodere ma che le persone in spiaggia comincino a guardare con sospetto e magari ad allontanare non proprio gentilmente persino il classico venditore di cocco. I servizi segreti italiani si affrettano a smentire ed assicurano che non esiste "nessun allarme terrorismo specifico" e che "non risultano informazioni di questo genere". I 007 italiani precisano inoltre di non aver mai segnalato ai colleghi tedeschi di un pericolo attentati in spiaggia da parte dell'ISIS, a differenza di quanto riporta il Bild. Eppure pochi giorni fa anche Il Giornale scrive dell'esistenza di campi di addestramento gestiti dallo Stato Islamico in Senegal per "colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole" come dichiara il capitano Seck Pouye, capo della polizia di Saly, località turistica a 80 chilometri a sud di Dakar. Gli jihadisti "sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l'Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari" afferma sempre Pouye.

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