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ISIS rivendica attentato alla moschea sciita di Kuwait City

Non solo la Francia e la Tunisia sono sotto attacco. Attentato suicida in una moschea sciita a Kuwait City, che ha provocato 13 morti e una quindicina di feriti. Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco, affermando che è stato "colpito un tempio deviante (rawafidh)", termine con il quale il gruppo jihadista indica i musulmani sciiti.

Dopo l'attentato in Francia e la sparatoria in una spiaggia in Tunisia, ad essere attaccata oggi è stata anche la moschea sciita a Kuwait City, situata nella città capitale dell'Emirato. Stando alle prime informazioni, è stato un attacco suicida quello alla moschea Imam Al-Sadek, nel quartiere Saouaber, dove erano riuniti circa 2mila fedeli, anche perché siamo nel periodo del Ramadan. Sarebbero almeno 13 i morti ed una quindicina i feriti. Al contrario degli attentati in Francia e in Tunisia, lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco alla moschea sciita di Kuwait City. Nelle settimane passate l'ISIS ha già compiuto attentati simili in Arabia Saudita e nello Yemen. In una dichiarazione, lo Stato Islamico afferma che è stato "colpito un tempio deviante (rawafidh)", termine con il quale il gruppo jihadista indica i musulmani sciiti. Alla fine di maggio, l'Emiro del Kuwait aveva chiamato i paesi musulmani a intensificare la lotta contro l'estremismo di una conferenza pan-islamica, con l'obiettivo di coordinare la lotta contro i gruppi jihadisti, tra cui l'ISIS.

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