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ISIS conquista Palmyra dopo Ramadi. Imbarazzo per amministrazione Obama

Cinque giorni dopo aver conquistato la città di Ramadi, nota come la porta di Baghdad, i miliziani dello Stato Islamico hanno preso "il pieno controllo" anche della città storica di Palmyra, patrimonio mondiale delle Nazioni Unite e sito strategico poiché nell'area sorgono diversi giacimenti di gas nonché una fitta rete di strade. La perdita di Ramadi prima e di Palmyra poi mette in imbarazzo l'amministrazione Obama.

Cinque giorni dopo aver conquistato la città di Ramadi, nota come la porta di Baghdad, i miliziani dello Stato Islamico hanno preso "il pieno controllo" anche della città storica di Palmyra, situata nel deserto centrale della Siria. Il timore internazionale è che l'ISIS possa distruggere i reperti di Palmyra, patrimonio mondiale delle Nazioni Unite poiché "crocevia di diverse civiltà" tanto da essere citata anche dalla Bibbia (con l'antico nome di Tadmor) e descritta come una città del deserto fortificata da Salomone. Per L'ISIS Palmyra è però soprattutto un sito strategico poiché nell'area sorgono diversi giacimenti di gas nonché una fitta rete di strade che attraversano il deserto centrale. Irina Bokova, direttore generale dell'Unesco, ammette che "i combattimenti dello Stato Islamico stanno mettendo a rischio uno dei luoghi più significativi del Medio Oriente". Inoltre, stando alle primissime testimonianze, i residenti di Palmyra avrebbero raccontato che la città ormai è in balia dell'ISIS poiché al loro ingresso polizia e soldati sono stati messi in fuga. La conquista di Palmyra dopo quella di Ramadi mette in imbarazzo l'amministrazione Obama. Per cercare di riprendere il controllo di Ramadi, nel cuore sunnita dell'Iraq, gli Stati Uniti infatti stanno ricorrendo all'aiuto delle milizie sciite sostenute dall'Iran, la cui partecipazione nella battaglia contro l'ISIS è stata a lungo osteggiata da Washington. Per entrare a Palmyra, invece, gli USA rischiano di dover ricorrere ai soldati di Bashar al-Assad. Come ricorda il New York Times, infatti, finora i raid aerei degli Stati Uniti sono stati concentrati attorno alle aree fuori del controllo del governo, al fine di evitare di dare la percezione di stare aiutando un leader la cui cacciata dalla Siria è stata chiesta espressamente dal presidente Barack Obama.

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