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Federpetroli: ISIS controlla pozzi di petrolio? Ma "non ha logo sulle proprie fatture"

Lo Stato Islamico si finanzia anche attraverso il "commercio illegale di petrolio e di prodotti petroliferi" denuncia Vladimir Putin nel corso del G20. Federpetroli Italia specifica: "Nessuno esclude la possibilità che cellule possano impossessarsi di pozzi o impianti ma è da considerare che il Daesh non ha un logo sulle proprie fatture e non ci risultano biglietti da visita con tali denominazioni".

Lo Stato Islamico si finanzia anche attraverso il "commercio illegale di petrolio e di prodotti petroliferi" denuncia Vladimir Putin nel corso del summit ad Antalya. "A quanto ci risulta le fonti di approvvigionamento di prodotti petroliferi (greggio) e raffinati, nonché altri tipi di servizi ad uso dell'indotto energetico italiano e del comparto Oil & Gas, non sono assolutamente riconducibili a strutture del Califfato Islamico (ISIS)" assicura però Federpetroli Italia. In una nota il suo presidente, Michele Marsiglia, specifica infatti che questa certezza deriva dal fatto che "tutto è documentato da operazioni bancarie, bolle di consegna, fonti di provenienza ed altra documentazione contabile ed amministrativa" anche perché "i fornitori sono aziende accreditate e con specifici codici di riferimento, niente di illegale o altre operazioni non lecite". D'altra parte, ammette Marsiglia, "nessuno esclude la possibilità che cellule possano impossessarsi di pozzi o impianti ma è da considerare - aggiunge - che il Daesh non ha un logo sulle proprie fatture e non ci risultano biglietti da visita con tali denominazioni".

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