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Emni: 007 dell'ISIS organizzano attentato simultaneo in Inghilterra, Germania e Francia

Un ex foreign fighters conferma che lo Stato Islamico ha una vera e propria rete di servizi segreti, conosciuta in arabo sotto il nome di Emni, che si occupa di esportare il terrorismo all'estero. Gli 007 dell'ISIS starebbe organizzando "un attentato simultaneo in Inghilterra, in Germania e in Francia".

Lo Stato Islamico ha "un sacco di persone che vivono nei paesi europei, in attesa di essere attivate per attaccare il popolo europeo. E questo era prima degli attacchi di Bruxelles, prima degli attacchi di Parigi". A sostenerlo è Harry Sarfo, un ex operaio di Brema, nel Nord della Germania, che lo scorso hanno ha risposto alla chiamata della guerra santa e si è unito all'ISIS in Siria. Oggi si trova nel carcere di massima sicurezza nei pressi di Brema ed è stato intervistato dal New York Times.

Sarfo spiega che una volta raggiunta la Siria, l'ISIS gli avrebbe chiesto di tornare in Germania perché è lì, oltre alla Gran Bretagna, che il gruppo terroristico sarebbe più scoperto. Sarfo avverte quindi che nei piani dello Stato Islamico ci sarebbe "un attentato simultaneo in Inghilterra, in Germania e in Francia".

Sarfo rivela inoltre che esiste una unità di intelligence dello Stato Islamico conosciuta in arabo sotto il nome di Emni, dedicato ad esportare il terrore all'estero. L'Emni sarebbe un servizio segreto che opera a più livelli sotto il comando generale di Abu Muhammad al-Adnani, stretto collaboratore di Abu Bakr al-Baghdadi e sospettato di essere uno degli organizzatori degli attentati di Parigi del 13 novembre del 2015. Al-Adnani è inoltre il portavoce ufficiale di Daesh.

Stando ai documenti in possesso del New York Times, l'Emni avrebbe carta bianca per reclutare miliziani da tutte le parti dell'organizzazione, selezionati per nazionalità e raggruppati per lingua in piccole unità. Oltre a Parigi e Bruxelles, gli 007 dell'ISIS sarebbero stati inviati in Austria, Germania, Spagna, Libano, Tunisia, Bangladesh, Indonesia e Malesia. Sarfo ha raccontato che l'Emni utilizzerebbe anche persone non collegate ufficialamente con il terrorismo, come i nuovi convertiti, che aiutano questi agenti sotto copertura a realizzare gli attacchi in Europa.

Secondo un alto funzionario dell'intelligence degli Stati Uniti e un alto funzionario della difesa americano, che hanno parlato chiedendo però l'anonimato, l'Emni avrebbe già inviato "centinaia di operativi" in Unione europea ed "altre centinaia nella sola Turchia".

Ma come avviene il reclutamento? Harry Sarfo spiega che poco oltre il confine con la Turchia esiste una rete di dormitori che ospitano gli aspiranti combattenti dello Stato Islamico, ai quali vengono prelevate le impronte digitali nonché un campione di sangue. Poi si passa ad un esame clinico e ad un questionario per scoprire la vita di chi vuole entrare a far parte dell'ISIS. A seconda dei risultati dei test, il foreign fighters potrebbe essere reclutato dall'Emni.

Oltre a Sarfo, altri affiliati all'ISIS poi arrestati hanno parlato dell'Emni e del ruolo che svolge per organizzare gli attentati. Nicolas Moreau, 32 anni, un cittadino francese che è stato arrestato dopo il suo ritorno dalla Siria, ha sostenuto che è stato l'Emni ha organizzare l'attacco al museo del Bardo di Tunisi mentre altri interrogatori rivelano che l'uomo che ha aperto il fuoco a Sousse, sempre in Tunisia, era stato addestrato dai servizi segreti dello Stato Islamico.

Sarfo afferma che esisterebbe una struttura dell'Emni anche in Bangladesh, dove poche settimane fa c'è stato un attentato a Dacca. Sembra invece che l'Emni non sia riuscito ad inviare agenti sotto copertura negli Stati Uniti e in Canada "anche se decine di americani sono diventati membri dello Stato Islamico" assicura Sarfo.

Interessante infine la conferma che i video diffusi dall'ISIS su internet e intercettati sempre prontamente dal SITE di Rita Katz sono tutti delle messe in scena. Sarfo rivela infatti che ha cominciato a perdere la fede verso lo Stato Islamico proprio quando ha visto girare per ben 5 volte la scena di un video che durava appena 5 minuti, proprio come uno di quelli che l'avevano convinto ad andare in Siria per fare la jihad.

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