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A Saint-Denis non trovata nessun'arma. Bruxelles: massima allerta per tutta la settimana

Il governo belga annuncia che manterrà a Bruxelles la massima allerta per almeno un'altra settimana. A giustificare il fatto che a Bruxelles resta una "minaccia grave e imminente" il fatto che nel blitz di domenica non sono stati trovati armi ed esplosivi. E nessun'arma è stata trovata anche nell'appartamento di Saint-Denis ridotto in macerie dopo il raid dal 18 novembre durato 7 ore, durante il quale la polizia francese era sotto "il pesante fuoco" dei terroristi.

Nella serata di lunedì 23 novembre il governo belga ha annunciato che avrebbe mantenuto a Bruxelles la massima allerta per almeno un'altra settimana (il livello 4, che si attiva in caso di "minaccia grave e imminente", è stato innalzato sabato 21 novembre). Il primo ministro del Belgio, Charles Michel, conferma inoltre che gli obiettivi sensibili rimangono gli stessi, citando in particolare le aree commerciali e i trasporti pubblici. A Bruxelles, quindi, scuole e metropolitane rimangono chiuse, mentre le strade continueranno ad essere presenziate da militari e agenti di polizia in tenuta antisommossa. Nonostante questo clima di terrore, l'operazione di domenica sembra però aver portato ad un solo arresto. Delle ventuno persone arrestate per "partecipazione ad attività all'interno di un gruppo terroristico e ad attacco terroristico", diciassette sono state rilasciate dopo poche ore mentre altre tre rimarranno in carcere almeno fino ad oggi per effettuare "ulteriori controlli". Solo una persona è stata finora incriminata per il sospetto di aver avuto un ruolo negli attentati a Parigi del 13 novembre.

A giustificare il fatto che a Bruxelles resta una "minaccia grave e imminente" il fatto che nel blitz di domenica non sono stati trovati armi ed esplosivi. Interessante scoprire che anche nell'appartamento di Saint-Denis ridotto in macerie dopo un raid durato 7 ore le autorità francesi non hanno trovato nemmeno un'arma da guerra. Eppure, tutti si ricorderanno che la polizia francese era sotto "il pesante fuoco" dei terroristi, come hanno raccontato le cronache e telecronache di mercoledì 18 novembre. Ed infatti, per difendersi dall'attacco di Abdelhamid Abaaoud del cugino le forze francesi hanno scaricato oltre 5.000 munizioni. Un po' troppe se si pensa che nell'appartamento è stata trovata solo una pistola automatica da 9 millimetri. La polizia francese aveva inoltre dichiarato di essere stata oggetto di un lancio di granate, ma neanche un frammento di queste è stata rinvenuta tra le macerie dell'appartamento a Saint-Denis.

Intanto, il ricercato numero uno è ancora a spasso. Salah Abdeslam, un 26enne francese residente in Belgio, è sospettato infatti di aver avuto un ruolo negli attentati del 13 novembre a Parigi e nonostante questo è ancora in fuga, scappando persino in BMW. Ieri, nei pressi di un cestino a Montrouge, vicino a Parigi, è stato trovato un oggetto "simile a una cintura esplosiva". Il cestino è situato nell'area in cui era stato localizzato Salah Abdeslam il 13 novembre tramite il suo cellulare. C'è però chi si domanda come sia possibile che in uno stato di emergenza simile (la Francia l'ha prolungato fino a febbraio 2016) questa cintura, pare non più pericolosa perché mancava l'innesco per far esplodere il perossido di acetone, sia stata ritrovata più di una settimana dopo gli attentati di Parigi. E' caduta dal cassonetto mentre veniva svuotato (possibile che non sia esplosa visto che il TAPT è più sensibile della nitrogligerina)? Stando alle prime indiscrezioni, il giorno prima del ritrovamento c'è chi assicura che quella cintura non c'era. Improbabile inoltre che Salah Abdeslam come un novello Pollicino si diverta a lasciare briciole di TAPT per indicare il suo passaggio.

E mentre gli Stati Uniti avvertono gli americani che intendono recarsi in Europa e nel resto del mondo ad essere prudenti perché "le attuali informazioni suggeriscono che lo Stato Islamico, Al Qaeda, Boko Haram e altri gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi terroristici in più regioni", in pochi sembrano rinunciare ai viaggi e allo stile di vita che l'ISIS vorrebbe minare (letteralmente), come spiegano alla tv i politici. Sembra infatti che nel prossimo futuro i cittadini (erano i prolet in 1984 di George Orwell) debbano abituarsi a vivere sotto le bombe "che nessuno riusciva a spiegare e che alimentavano le più disparate dicerie".

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