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USA: è guerra razziale? Baton Rouge: agenti uccisi da afroamericano

Si teme che negli Stati Uniti possa iniziare una sorta di guerra razziale. Dopo l'uccisione di 5 agenti bianchi a Dallas, a Baton Rouge, in Louisiana, un afroamericano ha aperto il fuoco con un fucile d'assalto contro sei poliziotti, uccidendone tre. Uno dei leader di Black Lives Matter, DeRay Mckesson, ha chiesto la fine delle violenze.

"È stata un'imboscata". Commenta così il sindaco di Baton Rouge, in Louisiana, la nuova strage di agenti della polizia avvenuta proprio nella sua città ma che fa temere che negli Stati Uniti possa iniziare una sorta di guerra razziale.

Gavin Eugene Long, un ex marine afroamericano di 29 anni, ha infatti aperto il fuoco con un fucile d'assalto contro sei poliziotti, ferendone tre e uccidendone altrettanti. Tra le tre vittime anche un agente afroamericano, rimasto vittima dell'odio razziale del 29enne solo perché indossava una divisa. Secondo le prime testimonianze, il killer era vestito tutto di nero, ed anche il volto era coperto da una maschera nera. Dopo la strage il killer è stato ucciso: avrebbe agito da solo ma sono state comunque arrestate altre due persone.

Nelle scorse settimane a Baton Rouge un afroamericano di 37 anni, Alton Sterling, venditore di cd, era stato ucciso dalla polizia mentre era immobilizzato a terra, scatenando proteste. Il sindaco di Baton Rouge rivela che anche pochi giorni fa era stato simulato un furto in un negozio di armi "con il solo allo scopo di uccidere poliziotti". La guerra contro la polizia sembra essere iniziata il 7 luglio, quando a Dallas, in Texas, un cecchino ha tenuto in ostaggio una città uccidendo 5 agenti bianchi presenti ad una manifestazione per i diritti degli afroamericani.

Mentre Barack Obama assicura che "sarà fatta giustizia" il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, commenta la strage a Baton Rouge domandando: "Quante persone devono ancora morire a causa di una mancanza di leadership nel nostro Paese? Chiediamo legge ed ordine". Uno dei leader di Black Lives Matter, DeRay Mckesson, ha chiesto invece la fine delle violenze precisando che "il movimento è nato chiedendo la fine delle violenze. L'appello è sempre valido".

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