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Shutdown USA: popolarità Obama ai minimi

Prosegue lo shutdown del governo degli Stati Uniti, che comporta la chiusura di tutte le strutture legate ai fondi federali e il non pagamento degli stipendi. Ma gli americani ripartiscono le responsabilità su entrambi gli schieramenti, democratici e repubblicani.

Prosegue lo shutdown del governo degli Stati Uniti, che praticamente ha fatto chiudere i battenti a tutte le strutture legate ai fondi federali. Democratici (che hanno la maggioranza in Senato) e Repubblicani (che hanno la maggioranza al Congresso) non sembrano aver ancora trovato un compromesso sulla legge di bilancio temporanea, e così con lo stop all'innalzamento del tetto del debito gli Stati Uniti rimangono congelati, compresi gli stipendi ci circa 800mila dipendenti statali. Non è la prima volta che il governo USA affronta uno shutdown: dal 1976 si è ripetuto ben 17 volte è l'ultimo e avvenuto nel 1996, anche se nel 2011 Obama ci era andato nuovamente vicino. L'ultimo shutdown durò dal 16 dicembre 1995 al 6 gennaio 1996, sotto l'amministrazione di Bill Clinton. Durante uno shutdown vengono pagati solamente quei dipendenti considerali essenziali, come quelli che lavorano per la sicurezza nazionale. Tutti gli altri rimangono senza stipendio, e vengono messi in congedo. Anche se in questo momento democratici e repubblicani stanno cercando di scaricare sull'altro le colpe di questo shutdown, un recente sondaggio dimostra come tutta la classe politica perde consensi quando succede un evento simile. Circa il 39% degli americani fa ricadere le responsabilità dello shutdown sui repubblicani, perché hanno legato le sorti della finanziaria all'Obamacare, la riforma sanitaria di Obama che comunque non convince una larga fetta di cittadinanza. Ma ben il 36% è convinto che lo shutdown USA sia legato alla politica che sta portando avanti l'amministrazione guidata da Barack Obama, ai minimi di popolarità degli ultimi mesi.

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