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Yuri Gagarin: primo uomo (e comunista) nello Spazio

Yuri Gagarin il 12 aprile del 1961 fu il primo uomo a orbitare nello Spazio. Incominciano in tutto il mondo le celebrazioni per il pioniere sovietico dello Spazio che fu il "primo passo" verso la ISS e le nuove mire su Marte. Sempre che sul pianeta rosso non ci si sia già stati nel 1939.

Se i fascisti, nella fantasia sarcastica di Corrado Guzzanti erano "su Marte" il 10 Maggio 1939 (il manipolo era formato dagli eroi Pini, Fecchia, Freghiera, Barbagli e Santodio) è certamente un comunista il primo uomo nello Spazio. Incominciano a scaldarsi i motori per la celebrazione mondiale di Yuri Gagarin, il primo uomo (e comunista) nello Spazio. Era infatti il 12 aprile del 1961 quando Yuri Gagarin in orbita potè contemplare la Terra dallo Spazio per esclamare "Vedo la Terra" e "La Terra è bellissima, azzurra e non ci sono confini oppure frontiere" e "La sensazione di essere senza peso è davvero insolita Sembra di essere sospesi". E' stato lui il primo uomo che ha visto il nostro pianeta da un oblò, in una piccolissima capsula dove entrava a stento, da seduto, pur nella sua statura di 1 metro e 57 centimetri. Il viaggio di Gagarin durò solamente 108 minuti nella sua Vostok 1, giusto il tempo di un'orbita ellittica completa attorno al Pianeta, alla velocità di circa 28mila chilometri orari. Ma Yuri Gagarin diede la speranza al mondo di poter contare su nuove frontiere, nuove speranze, anche di pace. Non a caso lo Spazio grazie all'URSS e a Gagarin non è solamente un luogo di simpatici satelliti spia, di immondizia spaziale e di satelliti di telecomunicazioni che in grande percentuale trasmettono palta elettromagnetica, ma anche la frontiera dove opera l'ISS, dove astronauti e scienziati di tutto il mondo e di tutte le nazioni e colori (quasi tutti) collaborano in esperimenti che sono (anche) pubblici e utili alla razza umana. Yuri Gagarin tornò sano e salvo sulla terra e non volò mai più nello Spazio. Nato il 9 marzo del 1934, pilota collaudatore, primo uomo nello Spazio, diventato Eroe dell'Unione Sovietica, morì tragicamente il 27 marzo 1968 pilotando un MIG che si schiantò al suolo. Lo aspettava un nuovo viaggio nello Spazio, ma il destino lo volle accogliere semplicemente in cielo.

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