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Invecchiamento, contrordine: viaggiare nello Spazio ridona giovinezza

L'ISS è come Cocoon? Per i nematodi pare di sì. I piccoli "vermi" sono infatti "ringiovaniti" nella loro permanenza orbitale, facendo sperare gli scienziati in fortunati "spin-off" anti-age . Ma chi si immagina nematodi frullati per delle miracolose creme antinvecchiamento sbaglia. E' una questione di geni "accesi" e "spenti".

Contrordine: viaggiare nello Spazio ridona la giovinezza. Sino a "pochi studi" fa la permanenza nello Spazio destabilizzava il corpo umano (e animale) "invecchiandolo" di colpo. Stare per mesi in assenza di gravità, dicevano gli studi, demineralizzava le ossa, indeboliva i muscoli, e riempiva di tanti e tali "effetti collaterali" da "bruciare" di 40anni il fisico del cosmonauta.
In effetti tutti gli astronauti quando tornano a terra, "risentono" della gravità ed hanno bisogno di un lungo periodo di cure, fisioterapiche e non, anche solo per tornare a camminare.
Ma forse il "turismo spaziale" è alle porte e l'idea che i primi viaggi spaziali possano essere "venduti" come una nuotata cosmica nella "fontana dell'eterna giovinezza" (in stile Cocoon ) sta incominciando a sfiorare qualche "uomo marketing".
L'"effetto Cocoon dei nostri viaggi spaziali" si potrà dire un giorno, "è corroborato da studi scientifici", anche se, per ora su dei piccoli "nematodi", quelli che comunemente si chiamerebbero "vermi".
Ecco infatti che un gruppo di ricerca internazionale composto da scienziati americani, francesi, canadesi, giapponesi e inglesi hanno studiato la vita in orbita dei nematodi Caenorhabditis elegans (C. elegans) in ripetuti soggiorni sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale).
I ricercatori hanno studiato come questi piccoli nematodi metabolizzano le proteine tossiche che si accumulano nel loro organismo (soprattutto nei muscoli), scoprendo che i vermetti "non invecchiano" come sono soliti fare sulla Terra.
Il Caenorhabditis elegans ha infatti trovato il modo di "inibire" l'accumulo di tossine "spegnendo" dei geni quando si trova in orbita.
Come vogliono le teorie scientifiche in voga infatti, i corpi biologici sarebbero delle mere "centraline genetiche" dove "spegnendo o accendendo" particolari geni è possibile ottenere qualsiasi risultato sul corpo umano.
Si dà il caso che proprio questo piccolo nematode sia un po' il "modello" più semplice delle "centraline" biologiche, dato che è usato da anni in biologia molecolare per testare (con i suoi "soli" 20mila geni) le combinazioni "acceso-spento" anche per le sue dirette similitudini (sostengono gli scienziati) con il corredo genetico dell'uomo.
Addirittura il C. elegans avrebbe circa 2mila geni simili a quelli dell'uomo, legati alle funzioni "muscolari", che spiegherebbero il suo comportamento "fisiologico".
Il vermetto difatti perderebbe massa muscolare negli stessi ambiti umani, in primis nello Spazio.
Spiega il dottor Nathaniel Szewczyk, dell'Università di Nottingham: "ci sono sette geni che nello Spazio sono inibiti, pare che questi geni siano coinvolti nel cambiamento del metabolismo che consente l'adattamento ambientale, anche se non ne siamo del tutto certi".

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