le notizie che fanno testo, dal 2010

ESO: telescopio ALMA cattura polvere Supernova, forse la stessa delle Galassie

L'European Southern Observatory rivela come il telescopio ALMAabbia catturato per la prima volta i resti di una recente supernova ricca di polvere appena formata. Se la polvere supererà il passaggio verso lo Spazio interstellare, potrebbe essere spiegato il fatto che le galassie abbiano acquisito il loro aspetto scuro e "polveroso".

L'European Southern Observatory rivela come il telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) abbia catturato per la prima volta i resti di una recente supernova ricca di polvere appena formata. Come sottolinea in una nota stampa l'ESO, "se una quantità sufficiente di questa polvere riesce a completare il rischioso passaggio verso lo Spazio interstellare, potrebbe spiegare come molte galassie abbiano acquisito il loro aspetto scuro e 'polveroso' ". Finora infatti "le dimostrazioni dirette della possibilità di produrre polvere da parte delle supernove sono state poche e non erano in grado di giustificare le abbondanti quantità di polvere viste nelle galassie giovani e distanti". Il telescopio ALMA quindi è stato puntato quindi "per osservare i resti incandescenti della Supernova 1987A, che si trova nella Grande Nube di Magellano, una galassia nana in orbita intorno alla Via Lattea a circa 160.000 anni luce dalla Terra. La SN 1987A è la più vicina esplosione di supernova dopo quella osservata da Keplero nella Via Lattea nel 1604". Remy Indebetouw, astronomo all'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) e dell'Università della Virgina, entrambi con sede a Charlottesville (USA), spiega che grazie ad ALMA è stata trovata "una massa di polvere incredibilmente grande concentrata nella zona centrale del materiale espulso da una supernova relativamente giovane e vicina", precisando come sia la prima volta che si è in grado "di produrre un'immagine della zona in cui si forma la polvere", passo essenziale per comprendere l'evoluzione delle galassie.

Fino a questo momento, infatti, le osservazioni di SN 1987A "con i telescopi infrarossi, effettuate nei primi 500 giorni dopo l'esplosione, avevano rivelato solo una piccola quantità di polvere calda". Grazie al telescopio ALMA, invece, gli astronomi hanno stimato che "il resto di supernova ora contenga una quantità di polvere appena formata pari a circa il 25 per cento della massa del Sole". "I nuovi risultati di ALMA, i primi nel loro genere, rivelano un resto di supernova pieno zeppo di materiale che semplicemente non c'era qualche decina di anni fa" insiste Remy Indebetouw sottolineando l'importanza della scoperta, anche perché "SN 1987A è un luogo speciale poichè la supernova non si è mescolata ancora con l'ambiente circostante e perciò quello che vediamo si è formato lì". Le supernove, però, possono creare ma anche distruggere i grani di polvere, ricorda l'ESO, poiché l'onda d'urto di ritorno (dell'esplosione iniziale) ad un certo punto "andrà a schiantarsi su questi grumi fluttuanti di polvere appena formata", continua Indebetouw che spiega: "E' probabile che una frazione di questa polvere venga spazzata via a questo punto. E' difficile prevedere esattamente quanta - forse solo poca, probabilmente metà o due terzi". L'European Southern Observatory chiarisce però che "se una buona parte della polvere sopravvive e riesce a raggiungere lo spazio interstellare, potrebbe spiegare le grandi quantità di polvere rivelate nell'Universo primordiale", che hanno svolto "un ruolo importante nell'evoluzione delle galassie" come conclude Mikako Matsuura dell'University College di Londra, Inghilterra.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: