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SpaceX ammara su "Of course i still love you". E Obama loda Musk

SpaceX ha portato a termine con successo la missione Dragon CRS-8 che consisteva nel far partire un razzo SpaceX Falcon 9 con all'interno una capsula Dragon da consegnare alla Stazione Spaziale Internazionale, e atterrare (anzi, ammarare) con il primo stadio "in piedi" su una chiatta robotica.

Il tweet di Barack Obama rivolto a SpaceX riassume tutta la notizia: "Congratulazione SpaceX per aver fatto atterrare un razzo sul mare. E' grazie ad innovatori come te e la NASA che l'America continua ad essere leader nell'esplorazione spaziale".
Il razzo Falcon 9 dell'azienda privata californiana SpaceX, di proprietà del miliardario sudafricano naturalizzato statunitense Elon Musk (cofondatore di PayPal), è riuscito infatti a portare a termine la missione Dragon CRS-8 che consisteva nel consegnare carico utile e nuove tecnologie (leggi una "casa gonfiabile" spaziale) alla Stazione Spaziale Internazionale attraverso una capsula Dragon (sempre di SpaceX).
Ma la fase più critica ed eccitante della missione non era tanto arrivare fino al braccio robotico della ISS, quanto atterrare (o ammarare?) "in piedi", con un numero quasi circense, su una chiatta drone in mezzo all'oceano.

Venerdì 8 aprile alle 22 e 43 ora italiana Falcon 9 si è posato dolcemente sulla zattera drone (che in realtà si chiama ASDS, cioè "Autonomous Space Drone Ship") senza schiantarsi su un lato come era successo in un episodio precedente. Nella memoria di Elon Musk non poteva infatti non esserci il ricordo della missione "SpaceX Jason-3" del 16 gennaio 2016 quando il primo stadio è sì atterrato sopra l'ASDS che l'aspettava nell'Oceano Pacifico, ma subito dopo, per via di un problema ad un supporto del razzo (uno dei piedi, per capirsi ha ceduto), il booster si è accasciato sulla piattaforma con un'esplosione pittoresca. Da qui si capisce il commento di Elon Musk per il successo della missione Dragon CRS-8: "Il razzo è atterrato senza bucare la nave o ribaltarsi, siamo molto emozionati". Questo significa soldi risparmiati, una gioia anche (e soprattutto) per un miliardario.

L'obiettivo di SpaceX è infatti quello di contenere il più possibile i costi dei viaggi spaziali, e il booster primario "riciclabile", cioè il primo stadio, che può essere recuperato agevolmente (perché atterra da solo, e non come i razzi riutilizzabili dello Space Shuttle che dovevano essere recuperati in mare dalle navi) è un passo fondamentale. E il Falcon 9 non solo atterra "in piedi", ma lo fa su una chiatta che piazzandosi proprio "sotto", come il catino dei circhi, consente di risparmiare notevolmente i costi di carburante.
Il miliardario capo di Spacex tiene talmente tanto alla sua zattera-drone che l'ha chiamata "Of course i still love you" (in realtà un omaggio allo scrittore scozzese di fantascienza Iain Banks).

Ora il Falcon 9 che è appena atterrato sarà ricollaudato per venire usato in nuove missioni. SpaceX ha infatti una fitta agenda da rispettare tra cui, a giorni, il lancio di un satellite di telecomunicazioni giapponese (SpaceX JCSAT-14) e la nuova missione Dragon verso la ISS (la SpaceX CRS-9) il cui lancio è ancora da definire. Riuscendo a recuperare il primo stadio, il costo del viaggio del Falcon 9 dovrebbe aggirarsi intorno a 45-50 milioni di dollari, ma Elon Musk dice che si potrebbe fare ancora meglio se il vettore potesse avere una vita di un centinaio di lanci.

Da ricordare infatti che il sogno del miliardario sudafricano è quello di arrivare il più presto possibile su Marte (e sulla Luna con Google), e la "casa gonfiabile" che la capsula Dragon ha consegnato alla Stazione Spaziale Internazionale può ben rappresentare l'inizio di questo viaggio. La casa gonfiabile spaziale (e chi non ricorda il profetico cartone animato ungherese "La famiglia Mezil" con la loro nave spaziale gonfiabile?) si chiama BEAM e resterà "attraccata" alla ISS per due anni per dei test strutturali.
La spinta di Elon Musk per fondare SpaceX, per avere un vettore spaziale economico, fu proprio il progetto di spedire su Marte "Mars Oasis", ovvero far atterrare una sorta di serretta sul suolo marziano (composta di semi in un gel particolare) per far crescere piante verdi su Marte con l'intento di "terraformarlo". Il fatto che Mars Oasis possa condannare a morte certa qualsiasi organismo marziano indigeno sarà un effetto collaterale della leadership americana dello Spazio.

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