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Walkman e il sogno nella cassetta di Akio Morita

Il Walkman nasce da una leggenda, quella di Akio Morita che desiderava ascoltare l'Opera nei suoi viaggi trans pacifici in aereo. Ma dal Walkman nascono anche le "cuffiette" di spugna e il marketing moderno, quello che ha glorificato l'iPod.

Un giorno prima del nono anniversario dell'iPhone (23 ottobre 2001) Sony pensiona dopo trent'anni di onorata carriera, una delle sue più belle e rivoluzionarie invenzioni, il Walkman a cassetta. Era nato, come tutte le cose che fanno storia, da una leggenda. Akio Morita, fondatore e co-chairman di Sony, amava l'Opera e nei suoi frequenti voli intorno al mondo ne aveva abbastanza di scomodi riproduttori portatili, così affidò al fido Nobutoshi Kihara, ingegnere di gran classe, il compito di costruire un lettore davvero portatile solo per lui.
Così nacque il Walkman, la musica per "l'uomo che passeggia", che ricordiamo inventò anche le "cuffiette", quelle morbide, con la spugna, visto che le cuffie tradizionali dell'epoca sarebbero state più pesanti dell'oggetto stesso.
Walkman fu presentato nel luglio del 1979 (anche se con il nome di "Stowaway") e per il suo basso costo, l'entusiasmo del passa parola e la qualità audio del prodotto cambiò la società "che cammina".
Era un mondo diverso, un mondo che lasciava le sue impronte sui nastri, che copiava religiosamente i dischi in vinile per non rovinarli su delle cassetta al "metallo" con passanti in ceramica. Altri tempi. Analogici.
Ora Walkman (marchio che vince non si cambia) è (dal 2004) un'evoluzione dell'iPod, il prodotto "killer" che dopo il Walkman segnò un nuovo cambiamento, digitale, nella società.

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