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Fine del mondo 2012 e il secondo Sole. Tra Nibiru e Betelgeuse

Il 21 dicembre 2012 si avvicina e nonostante arrivino rassicurazioni da tutte le parti che non ci sarà nessuna fine del mondo i soliti catastrofisti prevedono sempre qualche evento dal sapore apocalittico, come la comparsa di un secondo Sole. Che non non sarà Nibiru ma al massimo Betelgeuse.

Ormai manca meno di una settimana al tanto atteso 21 dicembre 2012, giorno in cui termina uno dei calendari Maya e attorno a cui ruotano varie profezie sulla presunta fine del mondo. In realtà, più che ad una vera e propria fine del mondo i catastrofisti sono maggiormente propensi a credere che al massimo potrebbe accadere qualche evento in stile apocalittico, come una poco divertente inversione dei poli per via della variazione del campo magnetico della Terra, che a sua volta genererebbe super storms, cioè tempeste estremamente distruttive. Per il momento, comunque, nessuna inversione del campo magnetico sembra essere in programma, anche se l'ESA rivela che in effetti "i poli magnetici si spostano a velocità altissima". Se si tralasciano poi le varie "tesi" che vorrebbero UFO e alieni pronti a rivelarsi proprio il 21 dicembre 2012, l'attenzione va a spostarsi verso quei piccoli e grandi asteroidi che di tanto in tanto "sfiorano" la Terra. Curiosità che nasce non solo per capire l'effetto che farebbe all'impatto con il nostro Pianeta ma anche per scoprire se tra questi si nasconde il fantomatico Nibiru.

Nibiru in realtà, nonostante qualcuno in quest'ultimo periodo abbia speculato sul fatto che fosse un asteroide, sarebbe un gigantesco pianeta, che secondo alcuni "esperti" sempre del settore catastrofistico potrebbe spuntare da dietro il Sole proprio il 21 dicembre 2012. Il pianeta Nibiru, però, per fare capolino dal Sole il 21 dicembre 2012 sarebbe dovuto essere perlomeno visibile da molto tempo nell'orbita di Marte. Ciò che affascina di più di Nibiru, in una Italia popolata dall'80% di analfabeti funzionali, non è naturalmente tanto lo scoprire che il sistema solare avrebbe un altro pianeta su un'orbita non ancora definita, ma il fatto che la sua spinta gravitazionale provocherebbe terremoti e altre perturbazioni dei movimenti terrestri. Ma se difficilmente il mondo vedrà Nibiru affianco alla nostra Stella proprio il 21 dicembre 2012, prima o poi è probabile che un vero e proprio secondo Sole sarà ben visibile dalla Terra. Qualcuno come sempre è pronto è scommettere che illuminerà il nostro Pianeta proprio alla fine di dicembre 2012 ma, per quanto assai improbabile, se mai dovesse accadere questo non sarà certamente un segno della fine del mondo, ma al massimo della fine di una Stella, Betelgeuse.

Betelgeuse (o Alfa Orionis) è infatti la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel, ed è una supergigante rossa. La vita di Betelgeuse, quindi, è quasi al termine, o più tecnicamente è nelle ultime fasi della propria evoluzione. Poiché Betelgeuse possiede una massa pari a 15-20 volte quella del Sole, gli astronomi sono propensi a credere che la stella concluderà la propria esistenza esplodendo in una brillantissima supernova di tipo II (supernova a collasso nucleare). Naturalmente, nessuno sa quando Betelgeuse esploderà in una supernova, anche se i più stimano un lasso di tempo dalla fine che va dal migliaio al milione di anni. Insomma, non proprio dopodomani. Nonostate tali previsioni, qualcuno è riuscito comunque ad azzardare la previsione che Betelgeuse potrebbe "brillare" affianco al Sole proprio il 21 dicembre 2012, fenomeno che se non causerà direttamente la fine del mondo provocherà probabilmente "più giorni di luce costante".
Quindi, anche se molto sfortunatamente il 21 dicembre 2012 dovesse mai comparire un secondo Sole, non ci sarà niente da temere, perché anche se "il processo della supernova emetterà un grande flusso di neutrini questi non influenzeranno la vita sulla Terra" assicura la professoressa di fisica Priscilla Cushman, della Università del Minnesota. Al massimo, per qualche settimana, ci potrebbe essere solo un po' meno buio.

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