le notizie che fanno testo, dal 2010

Ancora una volta Stati membri UE, tra cui Italia, non dice no a glifosato

La Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di votare una nuova proposta per estendere l'autorizzazione del glifosato per altri 18 mesi. "Per la terza volta gli Stati Membri hanno perso un'occasione per esprimere il loro no al rinnovo dell'autorizzazione del glifosato" commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia

"Per la terza volta gli Stati Membri hanno perso un'occasione per esprimere il loro no al rinnovo dell'autorizzazione del glifosato, nascondendosi così dietro una decisione che ora sarà rimandata al Comitato di appello, che si esprimerà a giorni" dichiara in una nota Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia, commentando il fatto che ancora una volta gli Stati Membri sull'uso del pesticida "decidono di non scegliere".

Questa mattina infatti la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di votare una nuova proposta per estendere l'autorizzazione del glifosato per altri 18 mesi, ossia fino a quando l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) non abbia terminato lo studio relativo alla sicurezza di questo pesticida. Hanno votato a favore del rinnovo 20 Paesi (che rappresentano circa il 53% della popolazione europea), Malta ha votato, mentre si sono astenuti Italia, Francia, Germania, Austria, Grecia, Portogallo e Lussemburgo (circa il 47% della popolazione UE).

"La mancanza di unità tra gli Stati e in alcuni casi anche al loro interno è un chiaro segno della necessità di una riflessione sull'uso di questa sostanza, riflessione che va oltre i potenziali pericoli per la nostra salute" osserva infatti Pascale, sottolineando che "la decisione sul rinnovo dovrebbe basarsi infatti sul principio di precauzione, che consente di impedire la distribuzione di prodotti che possano essere pericolosi o di ritirarli dal mercato nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, come succede ora con il glifosato".

Il presidente di Slow Food chiarisce infine: "La questione però non è solo scientifica ma ha un alto valore politico, in quanto indica il tipo di agricoltura che le istituzioni europee vogliono per l'Europa di domani. Non dimentichiamoci che il cibo è un tema fondamentale per tutti noi e la sua produzione ha conseguenze dirette sull'ambiente e gli ecosistemi".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: