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Trump attacca la Siria con 100 missili. Putin: violate carte dell'ONU

Questa notte gli Stati Uniti di Donald Trump, insieme a Gran Bretagna e Francia, hanno lanciato un attacco missilistico contro la Siria. Il presidente russo Vladimir Putin denuncia la "violazione delle Carte delle Nazioni Unite e del diritto internazionale".

"Gli Stati Uniti ed i loro alleati hanno colpito strutture civili e militari in Siria, violando la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale" denuncia il presidente russo Vladimir Putin.
E' la prima dichiarazione del presidente russo dopo l'attacco militare in Siria da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.
Questa notte infatti sono stati lanciati verso Damasco almeno 100 missili, ufficialmente in risposta all'attacco chimico che sarebbe avvenuto a Douma il 7 aprile scorso.
Solo ieri, il Ministero della Difesa russo aveva annunciato di avere le prove del false flag, puntanto il dito contro il governo britannico e gli elmetti bianchi come autori della messinscena.

Il segretario alla Difesa americano Jim Mattis ha spiegato che con questo attacco gli USA hanno voluto mandare "un messaggio molto forte" al governo di Bashar al-Assad.
Il Pentagono afferma che l'obiettivo dell'assalto aereo era quello di "distruggere le capacità di sviluppo e produzione di armi chimiche del regime siriano".
I missili infatti hanno distrutto un centro di ricerca scientifica situato a Damasco e due presunti depositi chimici ad Homs, città a nord della capitale siriana.

"Siamo stati molto precisi e proporzionati ed abbiamo fatto di tutto per evitare vittime civili e straniere" afferma Mattis.
Il generale Joseph Dunford ha puntualizzato infatti che si è scelto di colpire solo questi obiettivi per "attenuare il rischio di coinvolgere le forze russe".
Nei giorni scorsi, difatti, Putin aveva assicurato che avrebbe intercettato eventuali missili che minacciavano le loro basi sul territorio e distrutto le rampe di lancio da cui sarebbero partiti.
Il Pentagono precisa quindi di aver utilizzato "i normali canali per attraversare lo spazio aereo", chiarendo solo che gli Stati Uniti non hanno "coordinato gli obiettivi" con Mosca.

Ad attivare la difesa antimissile è stata solo Damasco, la quale avrebbe intercettato una 70ina di missili sui 100 lanciati. Per respingere l'attacco Assad ha usato sistemi missilistici terra-aria di fabbricazione sovietica, tra cui l'S-125 (nome in codice NATO SA-3 Goa), l'S-200 (SA-5 Gammon), 2K12 Kub (SA-6 Gainful ) e Buk.

Le unità di difesa aerea russe non sono state invece coinvolte nel respingere l'attacco americano-franco-britannico.
Il Ministero della Difesa russo rivela che 12 missili da crociera sarebbero stati lanciati anche contro l'aeroporto militare siriano Al-Dumayr, situato a circa 40 km a nord-est da Damasco. Tutti i missili sono stati però intercettati dai sistemi di difesa aerea siriana.
L'attacco è stato condotto da due navi statunitensi di stanza nel Mar Rosso, con supporto aereo tattico dal Mediterraneo e bombardieri Lancer Rockwell B-1 della base aerea della coalizione di Al-Tanf nella provincia di Homs.

Putin accusa Washington di aver lanciato "un'aggressione contro uno Stato sovrano che è in prima linea nella lotta contro il terrorismo", avvertendo che l'attuale escalation della crisi siriana avrà "un impatto devastante sull'intero sistema delle relazioni internazionali".
Il presidente russo assicura che sarà la storia a ristabilire la verità di quanto sta accadendo, come ha già fatto rivelando le responsabilità degli USA per i massacri nella ex Jugoslavia.
Vladimir Putin sottolinea infine che usando la forza, gli Stati Uniti otterranno solo una nuova ondata di richiedenti asilo dalla Siria e dall'intera regione.

© riproduzione riservata | online: | update: 14/04/2018

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