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Siria: ucciso attore di "Bab al Hara". Attentati e distruzione ovunque

Guerra mediatica e sul terreno. Nuovo "attentato" nel centro di Damasco denunciato dalla TV di Stato siriana. I ribelli rapiscono e uccidono Mohamed Rafea conosciuto in tutto il mondo arabo per aver partecipato alla famosa soap "Bab al-Hara". E un Arcivescovo metropolita Siro-ortodosso dopo la distruzione della sua comunità si chiede: "sono forse questi i frutti della Primavera Araba?" .

In Siria continua la guerriglia sia "reale" sia "mediatica". Dopo pochi giorni la messa in onda su Youtube di presunte esecuzioni sommarie di militari siriani da parte dei "ribelli", la TV di Stato siriana riporta la notizia di un nuovo "attentato terroristico" avvenuto domenica al centro di Damasco. L'attentato sarebbe avvenuto in un parcheggio vicino all'Hotel Dama Rose (dove nel recente passato risiedevano gli osservatori ONU) e alla sede del Sindacato governativo dei lavoratori. Due "terroristi" si sarebbero fatti esplodere provocando almeno sette feriti, sempre secondo la TV di Stato siriana. Un'altra notizia diffusa dall'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo riporta la morte di una star di una delle più famose soap opera arabe. Mohamed Rafea, attore molto popolare in Siria, anche per la sua partecipazione alla soap "Bab al-Hara", da sempre ritenuto vicino al presidente Bashar al-Assad è stato rapito e ucciso dai ribelli a Damasco con l'accusa di far parte delle "milizie civili del regime (Chabbihas)".

In questo video pubblicato su Youtube risalente alle manifestazioni di solidarietà verso il Presidente Assad dopo il suo discorso alla nazione (nel 2011) Mohamed Rafea parla proprio delle sue opinioni politiche e della "manipolazione" dei media sulla situazione siriana. La colpa di Mohamed Rafea, sempre secondo l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo, sarebbe stata quella di fornire informazioni sull'organizzazione dei ribelli ai servizi segreti di Damasco. Addosso all'attore sarebbe stata trovata una pistola e una lista di "ricercati" dal Governo siriano. Un'altra notizia dalla Siria arriva dall'Agenzia Fides, una delle poche agenzie stampa al mondo che può raccogliere da fonti affidabili notizie sul Paese.

Fides raccoglie la testimonianza di Mons. Eustathius Matta Roham, Arcivescovo metropolita Siro-ortodosso dell'Arcidiocesi di "Jazirah ed Eufrate", nella Siria Orientale. L'Arcivescovo racconta dello stato della comunità dopo che l'unica chiesa siro-ortodossa della cittadina di Deir Ezzor sulle rive del fiume Eufrate, è stata distrutta, insieme al suo monastero, da un'esplosione sabato 27 ottobre. Spiega Mons. Eustathius Matta Roham a Fides: "La comunità cristiana di Deir Ezzor era già fuggita, nella quasi totalità, la scorsa estate, per i pesanti combattimenti in città. Molti cristiani sfollati si sono rifugiati ad Hassake, dove c'è un centro della nostra Arcidiocesi. La comunità cristiana aveva lavorato instancabilmente, e con grandi sacrifici, per dieci anni, dal 1994 al 2004, per costruire la chiesa e la scuola cristiana di 'Al-wahda'. Dei criminali hanno distrutto questa splendida opera in meno di un minuto. Ci chiediamo: sono forse questi i frutti della Primavera Araba?". Mons. Matta Roham chiede al mondo: "preghiere e azioni concrete per fermare l'inesorabile distruzione della creazione di Dio in Siria".

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