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Siria: uccisi dall'ISIS 146 civili a Kobane. Il "peggior massacro" dopo quello della tribù Shaitat

Massacro a Kobane, città nel nord della Siria, nell'attuale Kurdistan siriano, situata nei pressi della frontiera con la Turchia. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nel giro di 24 ore sono stati uccisi dall'ISIS almeno 146 civili nella città di Kobane.

Massacro a Kobane, città nel nord della Siria, nell'attuale Kurdistan siriano, situata nei pressi della frontiera con la Turchia. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nel giro di 24 ore sono stati uccisi dall'ISIS almeno 146 civili nella città di Kobane, mentre sono rimaste ferite circa 200 persone alcune delle quali in gravemente. Rami Abdel Rahman, capo della l'OSDH, sostiene infatti che "secondo fonti mediche e di alcuni residenti nella città di Kobane, 120 civili sono stati uccisi dal Daesh nelle loro case, colpiti dai razzi del gruppo o dai suoi cecchini. Hanno sparato a qualsiasi cosa si muovesse". Salgono invece a 26 le vittime di un attacco dell'ISIS a Barkh Botan, situata vicino a Kobane. Tra le vittime anche donne e bambini. Per l'Osservatorio siriano per i diritti umani questo è il "peggior massacro" di civili da parte dello Stato Islamico sopo quello della tribù Shaitat dell'ottobre 2014 che ha visto la morte di circa 900 persone. Mostafa Ali, un giornalista di Kobane, afferma che "i jihadisti non vogliono controllare la città, ma vengono solo per uccidere il maggior numero di civili nel peggiore dei modi".

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