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Siria: uccisi 56 civili, almeno 11 bambini. Da ISIS? No, da coalizione USA

Quando ad essere uccisi sono civili e bambini occidendali il mondo, almeno mediaticamente, insorge anche se poi si scopre che i terroristi forse non c'entrano niente, come a Nizza. Se invece sono le bombe USA a sterminare 56 civili, tra cui almeno 11 bambini, tutto tace. L'Unicef denuncia: "Tutte le violenze contro i bambini devono immediatamente terminare".

Se il massacro fosse stato compiuto in Occidente e rivendicato dall'ISIS, il mondo (almeno a livello mediatico) sarebbe insorto. Quando però a morire sono invece 56 civili siriani, tra cui 11 bambini, per mano (o meglio per bomba) degli Stati Uniti, tutto tace. Il 19 luglio infatti almeno 56 civili hanno perso la vita nel nord della Siria a causa degli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

All'interno della coalizione anche gli Emirati Arabi Uniti, che sta acquistando dagli USA bombe e missili per un valore di 785.000.000 dollari. Invece di colpire le postazioni dello Stato Islamico, però, martedì scorso la coalizione ha praticamente sterminato il villaggio siriano di al-Tukhar, che si trova nei pressi della città Manbij, nella provincia di Aleppo e vicino al confine turco, in mano all'ISIS. Tra le 56 vittime anche 11 bambini la cui sorte però non ha commosso quell'Europa che sembra riuscire a piangere solo i morti occidentali, come quelli di Nizza la cui vita non sembra però essere stata spezzata da un terrorista ma da un malato mentale, come analizza l'Europol.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), i civili siriani sono stati colpiti dalle bombe americane mentre tentavano di fuggire all'inizio degli attacchi aerei. L'Unicef stima che 35.000 bambini siano intrappolati attorno a Manbij, mentre Hanas Singer, rappresentante dell'organizzazione in Siria, denuncia "questa settimana più di 20 bambini sono stati uccisi in attacchi aerei a Manbij e un ragazzo di 12 anni è stato brutalmente assassinato ad Aleppo".

"Nelle ultime sei settimane, mentre le violenze si stanno intensificando oltre 2.300 persone sono state uccise nella zona, tra cui decine di bambini" riferisce Singer. Dal 31 maggio infatti Manbij è stata il bersaglio di un attacco da parte delle Forze Siriane Democratiche (Syrian Democratic Forces), una coalizione di forze curde e arabe sostenuta dagli Stati Uniti che tenta di riconquistare le città occupate dai miliziani dell'ISIS. L'Unicef sollecita però "tutte le parti in conflitto in Siria a fare ogni sforzo per evitare la perdita di civili". Hanas Singer chiarisce: "Non importa dove si trovano in Siria o sotto quale potere vivono (e sotto quale bandiera, ndr), assolutamente nulla giustifica gli attacchi sui bambini. Tutte le violenze contro i bambini devono immediatamente terminare".

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