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Siria: regime lancia attacco con "gas velenoso"? Centinaia di morti ma tanti dubbi

Le forze di opposizione in Siria denunciano un attacco con un "gas velenoso", ma il regime di Bashar al-Assad respinge ogni accusa, facendo notare che nel Paese sono appena arrivati gli ispettori dell'ONU. In rete circola già dei video (non ancora verificati in maniera indipendente) dove si vedono decine e decine di morti, tra cui bambini, senza apparenti ferite sul corpo.

La situazione in Siria sembra diventare sempre più drammatica. Gruppi di opposizione siriani hanno infatti oggi denunciato che le forze di sicurezza del regime di Bashar al-Assad avrebbero lanciato un intenso attacco sui sobborghi orientali della capitale Damasco, utilizzando anche un "gas velenoso" che avrebbe provocato centinaia di morti. Il SOHR (UK based Syrian Observatory for Human Rights) avrebbe riferito che le forze del regime avrebbero sparato "missili con testate di gas velenoso", mentre in rete circolano già diversi video dove si vedono decine e decine di morti sui marciapiedi o all'interno di edifici, anche se sui loro corpi non ci sarebbero segni evidenti di ferite. Un video girato presumibilmente nella zona di Ghouta mostrerebbe anche i corpi di circa una dozzina di bambini, tutti allineati sul pavimento. Per il momento, non è stato possibile verificare in maniera indipendente tali immagini.

Già in passato erano uscite notizie su presunti attacchi chimici in Siria, anche se questa volta l'area che sarebbe stata colpita da questo "gas velenoso" sembra essere molto più ampia rispetto alle segnalazioni locali precedenti. Secondo la CBS News, un funzionario dal regime del Presidente siriano Bashar al-Assad avrebbe confermato un attacco contro i "jihadisti" nella periferia di Ghouta, ma avrebbe negato l'uso di agenti chimici. Il governo siriano non ha mai ammesso ufficialmente il possesso di armi chimiche, anche se è stato più volte ipotizzato che il regime abbia in realtà scorte significative di vari agenti tossici, compreso il micidiale gas Sarin. Sempre alla CBS News, un funzionario del regime fa notare che le forze di Bashar al-Assad non avrebbero certo "usato armi chimiche proprio dopo l'arrivo di una squadra delle Nazioni Unite", giunta in Siria da tre giorni, aggiungendo: "Questa è una guerra mediatica. L'obiettivo principale è quello di distogliere l'attenzione della squadra delle Nazioni Unite dal loro obiettivo principale, oltre che coprire le perdite che le forze di opposizione stanno affrontando in tutto il paese". Degli ispettori dell'ONU, guidati dal chimico svedese esperto di armi chimiche Ake Sellstrom, sono giunti infatti a Damasco il 18 agosto dopo che la Siria li ha invitati ad indagare sulle accuse circa l'uso di armi chimiche nel conflitto, iniziato nel marzo 2011 e che ha già causato oltre 100.000 morti e milioni di sfollati.

Nonostante questo, l'esperto britannico di armi chimiche e biologiche Hamish de Bretton-Gordon ha ipotizzato, interpellato dalla CBS News, che in base alle immagini dei video è possibile che sia stata effettivamente usata un'arma di distruzione di massa come il gas Sarin. Jean Pascal Zanders, esperto di armi chimiche, scrive invece sul The Trench: "I filmati sul presunto attacco nel distretto di Ghouta sembrano offrire la prova più convincente di un avvelenamento tramite asfissia (come si deduce dalle tonalità rosa-bluastro presenti sui volti di alcune delle vittime). Ulteriori elementi che sembrano confermare l'esposizione a sostanze tossiche sono gli occhi ruotati all'indietro, le gravi difficoltà respiratorie - e ancora - Nessuna delle vittime sembrava avere ferite esterne da esplosione, schegge o proiettili". Jean Pascal Zanders poi precisa: "Non so se le affermazioni sull'utilizzo di un agente nervino siano corrette" poiché "le persone non sembrano avere convulsioni" e nel video "non si vedono persone che somministrano antidoti all'agente chimico, né il personale medico sembra soffrire di esposizione secondaria durante il trasporto o il trattamento delle vittime". L'esperto del The Trench conclude: "E 'chiaro che qualcosa di terribile è comunque accaduto. Tuttavia, è estremamente sconcertante pensare al fatto che le forze governative avrebbero lanciato un attacco chimico proprio nel momento in cui gli ispettori delle Nazioni Unite sono nel paese per indagare su alcune denunce di attacchi che sarebbero avvenuti nel passato".

Intanto, il SOHR chiede alle Nazione Unite, oltre che l'apertura di una indagine, l'invio di una squadra che "visiti le zone colpite dagli attacchi e garantisca le forniture mediche e di soccorso necessarie". Il presidente Barack Obama ha più volte sottolineato che l'uso di armi chimiche da parte del regime di Assad avrebbe causato il superamento della "linea rossa", che divide il non intervento americano dalla partecipazione attiva e sul territorio nel conflitto. Intanto, il segretario della Lega araba, Nabil Elaraby, ha chiesto agli ispettori giunti a Damasco di recarsi immediatamente a Ghouta per confermare o meno le notizie del presunto attacco con "gas velenoso".

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