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Siria: raid su Damasco è come "dichiarazione di guerra" da Israele

Il raid aereo israeliano sarebbe considerato dalla Siria come una vera e propria "dichiarazione di guerra" da parte di Israele. Israele non conferma né smentisce l'attacco con i caccia, mentre un rapporto governativo siriano afferma che sarebbe stato colpito un centro di ricerca della difesa. La Lega Araba chiede una azione delle Nazioni Unite.

Il raid aereo israeliano viene considerato dalla Siria come una "dichiarazione di guerra" da parte di Israele. A dirlo, nel corso di una intervista esclusiva alla CNN, è il vice ministro degli Esteri della Siria Faisal al Mekdad, spiegando che "l'attacco ha rappresentato una alleanza tra terroristi islamici e Israele". La Siria accusa Israele di aver lanciato dei razzi nel sobborgo di Jamraya a Damasco, colpendo un centro di ricerca della difesa, come ha riferito la tv di Stato siriana. Un rapporto siriano evidenzia come questo al centro di ricerca militare sarebbe già il secondo attacco da parte di Israele, un primo perpetrato nel gennaio scorso che avrebbe anche causato l'uccisione di due operai e il ferimento di altri cinque. La Siria quindi sottolinea che l'attacco al centro di ricerca equivarrebbe ad un aiuto alle forze ribelli che lottano, ormai da oltre due anni, per rovesciare il regime di Bashar al-Assad. Finora, l'esercito israeliano non ha confermato né smentito le accuse di aver lanciato razzi su Damasco, mentre un funzionario USA ha riferito alla CNN che al momento il rapporto siriano appare falso. Il funzionario USA conferma invece che i caccia israeliani avrebbero colpito un convoglio del governo siriano che trasportava missili terra-aria dirette a Hezbollah, ma la Siria nega che fossero in corso tali spedizioni.

Shaul Mofaz, parlamentare di Israel's Knesset, spiega che Israele non vuole incorrere in una ingerenza con la guerra civile in Siria, pur sottolineando però che Israele ha il dovere di proteggersi dai militanti libanesi. Come riporta la CNN, Mofaz avrebbe quindi chiarito che "tutto ciò che passa nelle mani di Hezbollah non è direttamente collegato ai ribelli siriani" aggiungendo però che "Hezbollah è profondamente coinvolto rispetto a quello che sta accadendo in Siria". Intanto il ministro dell'Informazione siriano Omran al-Zoabi avvisa che l'attacco di Israele apre alla Siria "la porta a tutte le possibilità" di risposta, perché lo Stato ha il dovere di respingere ogni "attacco nazionale o estero con tutti i mezzi disponibili". Lega Araba sollecita invece una azione delle Nazioni Unite, anche perché il governo siriano, riporta Al Jazeera, avrebbe definito gli attacchi contro suo territorio una "flagrante violazione del diritto internazionale" che ha reso il Medio Oriente "più pericoloso". Nel frattempo, le violenze in Siria continuano. I Comitati di coordinamento dell'opposizione riferiscono che le forze governative avrebbero ucciso almeno 200 persone tra venerdì e sabato a Baniyas nella sua periferia.

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