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Siria: raid contro scuole ed ospedali. Assad: "difficile" un cessate il fuoco

Raid aerei hanno colpito e distrutto in Siria una scuola e quattro ospedali, di cui uno di Medici Senza Frontiere. La Turchia accusa la Russia che nega ogni coinvolgimento e punta il dito contro i jet USA. Intanto, il presidente siriano Bashar al-Assad dichiara che sarà molto "difficile" attuare quel cessate il fuoco auspicato venerdì scorso a Monaco di Baviera.

Un altro ospedale di Medici Senza Frontiere è stato bombardato. Ad essere andato distrutto, provocando almeno 10 morti, l'ospedale Ma'arat Al Numan nella provincia di Idlib, in Siria settentrionale. L'attacco è avvenuto nella mattinata del 15 settembre, e in quel momento c'erano 25 membri dello staff di MSF: di loro 5 sono morti, 3 sono stati recuperati sotto le macerie feriti, 2 rimangono dispersi. "Nel momento in cui l'ospedale è stato colpito stava avvenendo il cambio tra il turno della notte e quello del giorno e non era stato conteggiato il numero dei pazienti" spiega Massimiliano Rebaudengo, capo missione MSF.

L'ospedale è stato colpito da quattro missili in due attacchi a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro. "La distruzione dell'ospedale supportato da MSF sembra essere un attacco deliberato contro una struttura sanitaria" denuncia sempre Rebaudengo, sottolineando: "La distruzione dell'ospedale lascia una popolazione locale di circa 40.000 persone senza alcun accesso all'assistenza medica in una zona in pieno conflitto". MSF spiega: "L'ospedale di Ma'arat Al Numan, da 30 posti letto, aveva due sale operatorie, un ambulatorio e un pronto soccorso e vi lavoravano 54 persone. L'ambulatorio visitava circa 1.500 persone al mese, al pronto soccorso erano registrati una media di 1.100 ingressi al mese, mentre nelle sale operatorie erano effettuate circa 140 operazioni al mese, principalmente di chirurgia ortopedica e generale".

Ma oltre a quello di Medici Senza Frontiere altri tre ospedali sono stati colpiti dai raid aerei nel nord della Siria, che hanno causato anche la distruzione di una scuola ad Azaz, a circa 30 chilometri da Aleppo, provocando in totale la morte di una cinquantina di persone, secono l'ONU. Per Ban Ki-moon questi attacchi aerei sono delle "palesi violazioni delle leggi internazionali" mentre Rupert Colville, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) sottolinea: "Anche se non è ancora chiaro se queste strutture sono state intenzionalmente prese di mira, il gran numero di incidenti solleva interrogativi enormi sul fallimento delle parti in conflitto di rispettare le speciali protezioni accordate alle strutture mediche e del personale ai sensi del diritto umanitario internazionale".

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu sostiene infatti che a colpire la scuola ed un ospedale sarebbe stato un un missile balistico russo, ed anche Osservatorio siriano per i diritti umani con base a Londra dichiara che i raid sono "verosimilmente russi". Al contrario, la Russia nega ogni responsabilità con l'ambasciatore siriano in Russia, Riyad Haddad, che punta il dito contro i jet USA, responsabili a suo dire di aver colpito l'ospedale di Medici Senza Frontiere. A loro volta, gli USA attribuiscono i bombardamenti al regime di Bashar al-Assad.

I raid sono avvenuti dopo l'annuncio di venerdì scorso a Monaco di Baviera di voler proclamare un cessate il fuoco temporaneo da parte di USA e Russia per permettere l'ingresso di aiuti umanitari diretti nelle città siriane martoriate dalla guerra. L'idea di una tregua però sembra già naufragare, con Assad che sottolinea che la proclamazione di un cessate il fuoco entro una settimana è alquanto "difficile". Per il presidente siriano "nessuno" è infatti in grado di realizzare le condizioni necessarie per una "cessazione delle ostilità" (che non si applicherebbe alla battaglia contro i gruppi terroristici dell'ISIS e di al-Nusra) in un lasso di tempo tanto ristretto.

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