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Siria: nuove sanzioni ONU. Verso fallimento piano pace di Kofi Annan?

L'ONU annuncia nuove sanzioni contro il regime di Damasco, mentre in Siria si continua a versare sangue. Ad un mese dall'entrata in vigore, già si parla di un possibile fallimento del piano di pace di Kofi Annan.

Il piano di pace di Kofi Annan, inviato di ONU e Lega Araba, è entrato in vigore il 12 aprile scorso, ma finora non è stato mai rispettato, tanto che nelle ultime 24 ore si conterebbero ulteriori 25 morti e, come riferiscono gli osservatori, l'esercito del regime di Bashar al-Assad continuerebbe a bombardare Hama ed Homs.
Nei giorni scorsi l'Agenzia Fides ha reso noto, per esempio, come "uomini armati hanno espulso tutte le famiglie cristiane del villaggio di Al Borj Al Qastal, in provincia di Hama", precisando che "le fonti riferiscono che bande armate – nelle milizie del composito Esercito di liberazione siriano – sono penetrate nel villaggio, cacciando tutte le famiglie cristiane, prendendo possesso delle abitazioni e trasformando la chiesa del luogo in quartier generale militare".
Il 12 maggio, inoltre, sempre la Fides comunica di un grave attentato perpetrato il giorno prima "contro padre George Louis, parroco della chiesa greco cattolica di San Michele, nel centro storico di Qara, in provincia di Damasco" (http://is.gd/7dVCsl). La notte scorsa, invece, come riferisce Radio vaticana, uomini armati hanno fatto irruzione in una moschea di Damasco, uccidendo l'Imam.
A questi, si aggiunge il sangue di decine di attivisti e civili, tra cui bambini.
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, pochi giorni fa, prefigura per la prima volta il ricorso all'uso della forza militare in Siria "fino a 2-3mila uomini".
A margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles di oggi, sempre Terzi annuncia come siano state decise nuove sanzioni per Damasco, avvertendo che "se non ci sarà un esito positivo entro 60 giorni, ci sarà una nuova risoluzione ONU".
Questo appena approvato è già il quindicesimo pacchetto di sanzioni contro il regime di Damasco, e prevede l'aggiunta di due società e tre nominativi all'elenco delle entità e delle persone alle quali sono stati congelati i beni (nomi che saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'UE).
L'Alto rappresentante della UE Catherine Ashton ci tiene comunque a precisare che "le sanzioni colpiscono il regime siriano, non la popolazione civile" promettendo che "finché la repressione durerà, la UE continuerà a mettere pressione sui responsabili".
Il piano di pace di Kofi Annan rischia quindi di naufragare definitivamente, anche se il ministro Giulio Terzi afferma che "c'è ancora spazio perché possa funzionare".

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