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Siria: i ribelli potevano avere accesso alle armi chimiche

Mentre Barack Obama aspetta il Congresso prima di attaccare la Siria e spunta una foto imbarazzante di John Kerry, allegramente a cena con Bashar al-Assad e le rispettive mogli, voci sempre più insistenti fanno notare come anche i ribelli avrebbero potuto lanciare l'attacco a Ghouta, poiché avrebbero potuto mettere mano a siti di armi chimiche.

Mentre Barack Obama attende il voto del Congresso prima di attaccare la Siria, e si scopre che il John Kerry nel 2009 cenava allegramente con Bashar al-Assad, oggi paraganato invece dal Segretario di Stato USA ad Hitler, sempre più insistenti si alzano le voci di chi fa notare come anche i ribelli del regime avrebbero potuto mettere mano ad armi chimiche. Il Washington's Blog fa notare, per esempio, come il Washington Post nello scorso dicembre ha riportato che "funzionari degli Stati Uniti sono sempre più preoccupati che le armi di distruzione di massa della Siria potrebbero cadere nelle mani di estremisti islamici, generali canaglia o di altre fazioni incontrollabili" aggiungendo che "i ribelli si stanno anche avvicinando a un'altra base nei pressi di Aleppo, conosciuta come Safirah, che è servita come un importante centro di produzione di tali munizioni, secondo i funzionari e analisti statunitensi". Sempre il Washington Post scrive: "Mentre l'opposizione siriana guadagna costantemente terreno, i funzionari e gli analisti USA hanno affermato che sono in aumento le probabilità che gli insorti riescano a prendere il controllo di un sito di armi chimiche". Ancor più rilevante la notizia che "il ministero degli Esteri siriano ha affermato che al-Nusra Front, un gruppo anti-Assad che è stata etichettata come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti ed è conosciuta anche come Jabhat al-Nusra, aveva sequestrato una fabbrica di cloro nei pressi della città di Safirah, a est di Aleppo". Il ministero aveva quindi avvertito che "i gruppi terroristici potrebbero ricorrere all'utilizzo di armi chimiche contro il popolo siriano".

Il 29 agosto l'AP rivela che "spie americane e alleate hanno perso le tracce di chi controlla alcune delle forniture di armi chimiche del paese, secondo due funzionari dei servizi segreti e di altri due funzionari degli Stati Uniti", scrivendo anche che "funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti non sono così certi che l'attacco chimico sia stato effettuato su ordine di Assad, o comunque condotto dalle forze governative della Siria". A queste, si aggiungono molte altre fonti che ricordano come, nel corso del conflitto siriano, più di una volta si è temuto che armi chimiche finissero nelle mani dei ribelli o di gruppi terroristi anti-Assad.

Paul Joseph Watson di Infowars.com, inoltre, scrive che il giornalista Dale Gavlak (corrispondente dell'AP, PBS, BBC e Salon.com), avrebbe raccolto la testimonianza di alcuni ribelli siriani che ammetterebbero di essere loro i responsabili dell'attacco chimico avvenuto quasi due settimane fa a Ghouta. Armi chimiche, riporta sempre Infowars.com, che sarebbero state fornite loro dall'Arabia Saudita. Su MintPress News, Dale Gavlak scrive: "Dalle numerose interviste con medici, con i residenti di Ghouta, con i combattenti ribelli e le loro famiglie.... molti credono che alcuni ribelli avrebbero ricevuto armi chimiche tramite il capo dell'intelligence saudita, il principe Bandar bin Sultan, e che sono loro i responsabili dell'attacco con il gas (mortale)". Un ribelle siriano che si fa chiamare solo "J" racconterebbe a Gavlak: "Eravamo molto curiosi di queste armi. E purtroppo, alcuni dei combattenti le hanno gestite in modo improprio e così sono scoppiate". Infowars.com, infine, ricorda che "il presunto ruolo dell'Arabia Saudita nel fornire ai ribelli armi chimiche, non sarebbe una sorpresa, viste le rivelazioni (del Telegraph, ndr) uscite all'inizio di questa settimana sul fatto che i sauditi avrebbero minacciato la Russia di attacchi terroristici alle Olimpiadi invernali 2014 di Sochi se Putin non abbandonerà il suo appoggio verso il presidente siriano Bashar al-Assad".

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