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Siria e Iran: raid su Damasco? Israele al fianco degli estremisti

Degli aerei da guerra israeliani hanno bombardato due aree nei pressi di Damasco, in Siria, colpendo alcuni depositi militari. L'attacco avviene nel giorno in cui un rapporto delle Nazioni Unite certifica che "Israele intrattiene da mesi costanti e regolari contatti con gruppi militanti di ribelli siriani che combattono contro il regime del presidente Bashar al-Assad". Siria e Iran considerano i raid un atto di aggressione.

Nella giornata di domenica 7 dicembre, degli aerei da guerra israeliani hanno bombardato due aree nei pressi di Damasco, in Siria, colpendo alcuni depositi militari. Fonti israeliane sottolineano che i depositi contenevano missili destinati ad Hezbollah. L'attacco avviene nel giorno in cui un rapporto delle Nazioni Unite certifica che "Israele intrattiene da mesi costanti e regolari contatti con gruppi militanti di ribelli siriani che combattono contro il regime del presidente Bashar al-Assad". Nel rapporto si legge inoltre che l'esercito israeliano avrebbe consegnato "casse a combattenti" in territorio siriano. I due caccia israeliani avrebbero colpito nell'area di Dimas, vicino al confine con il Libano, nella zona nei pressi dell'aeroporto internazionale di Damasco, quindi in due regioni controllate dal governo siriano di Bashar al-Assad. Oggi, nel corso di conferenza stampa congiunta a Teheran, il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moallem e il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif hanno condannato gli attacchi aerei israeliani definendo i raid come un atto di aggressione che dimostra come Israele "combatta" al fianco dei gruppi estremisti. Come riporta l'AP, Walid al-Moallem avrebbe anche aggiunto che il conflitto in Siria rientra in una cospirazione che sarebbe guidata dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei. Il ministero degli Esteri siriano aggiunge quindi che la Siria, insieme ai suoi alleati russi e iraniani, sta lavorando a una soluzione politica per il conflitto siriano, senza alcun intervento esterno. Commentando il raid israeliano, Walid al-Moallem ha chiesto all'ONU di imporre delle sanzioni contro lo Stato ebraico.

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