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Siria: attentati a cristiani e minoranze. Caritas: emergenza profughi

In Siria continuano gli attacchi ai cristiani e alle altre minoranze religiose in una spirale di violenza che non accenna a fermarsi. Intanto i profughi siriani raggiungono la Giordania e il Libano, spesso con i soli vestiti che avevano indosso al momento della partenza. La Caritas Italiana chiede aiuto per le "Caritas sorelle".

La situazione in Siria sta precipitando in una spirale di violenza e di caos. Continuano gli attentati terroristici ai cristiani e ad altre minoranze religiose per alimentare, probabilmente, l'odio tra religioni. Ma soprattutto i cristiani (cattolici, ortodossi e protestanti) in Siria rimangono uniti per la difesa della pace e della fede. Ogni giorno però il "bollettino di guerra" è impietoso, e solamente grazie ad organi di informazione come l' Agenzia Fides , si riesce comprendere che cosa stia succedendo. Per dare l'idea ci come passano i giorni i cristiani in Siria, ecco che il 27 agosto "l'episcopio dell'Arcivescovo Metropolita greco-cattolico di Aleppo, Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, è stato violato e saccheggiato durante scontri fra miliziani e truppe lealiste", come riporta Fides. Il 28 agosto una bomba è esplosa al passaggio di una folla di cristiani e drusi che stavano partecipando ad un funerale. Il 29 agosto una famiglia di cristiani ameni è stata ritrovata orribilmente massacrata e tutti i membri della famiglia decapitati. Eppure, come afferma Rosette Héchaimé, coordinatrice delle Caritas del Medio Oriente, "la guerra non cancella la solidarietà, la cambia". Nonostate tutto. Nonostante i cattolici siano fortemente preoccupati per le sorti di Mons. Antoine Audo, presidente di Caritas Siria, che nell'ultimo messaggio inviato scriveva: "Il mio posto è ora vicino ai miei fedeli, che non posso e non voglio assolutamente abbandonare". Mons. Antoine Audo è irraggiungibile per ora sia via telefono sia via email. Intanto continua la fuga dal Paese, con migliaia di profughi che dalla Siria si spostano soprattutto in Giordania, ritenuta "più sicura" rispetto al Libano. In Giordania, paese di grande generosità, i 160mila profughi siriani si aggiungono agli oltre 31mila rifugiati iracheni. Un campo che ha bisogno di urgente aiuto è quello giordano di Za'atari, al confine siriano, ancora in via di completamento, sferzato dal caldo e dalla sabbia de deserto. Cresce per i profughi l'urgenza di acqua, cibo, vestiti, medicinali, logistica. La Caritas Italiana in un comunicato denuncia la situazione in cui versano le altre "Caritas sorelle" e chiede dei contributi dato che "dall'inizio dell'emergenza profughi è stato messo a disposizione un primo contributo destinato alle famiglie, ma solo in Siria occorrono già altri 170.000 euro per estendere l'intervento in atto". Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: "Emergenza Siria 2012".

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