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Siria: assuefatti a orrore quotidiano. Deformazione di informazioni

Mentre il Consiglio di Sicurezza dell'ONU rimane a guardare le stragi in Siria e cadono nel vuoto i continui appelli alla pace ed al negoziato di Papa Benedetto XVI, l'Arcivescovo di Aleppo racconta: "Ci sono sempre notizie di nuove stragi, c'è il rumore continuo dei bombardamenti, si vive in uno stato di tensione e paura giorno e notte", spiegando che "l'effetto della condizione è che ormai ci siamo assuefatti all'orrore quotidiano".

Continuano a cadere nel vuoto i continui, e ripetuti, appelli alla pace che Papa Benedetto XVI rivolge pensando alla tragica situazione della Siria, l'ultimo dei quali rivolto nel corso dell'Udienza con i Membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede, in occasione degli auguri di buon anno. "Penso anzitutto alla Siria, dilaniata da continui massacri e teatro d'immani sofferenze fra la popolazione civile - ricordava il Santo Padre - Rinnovo il mio appello affinché le armi siano deposte e quanto prima prevalga un dialogo costruttivo per porre fine a un conflitto che, se perdura, non vedrà vincitori, ma solo sconfitti, lasciando dietro di sé soltanto una distesa di rovine. Permettetemi, Signore e Signori Ambasciatori, di domandarvi di continuare a sensibilizzare le vostre Autorità, affinché siano forniti con urgenza gli aiuti indispensabili per far fronte alla grave situazione umanitaria". Situazione umanitaria che continua ad aggravarsi, tanto che l'Arcivescovo di Aleppo degli armeni cattolici, Boutros Marayati, spiega all'Agenzia Fides come ormai "l'effetto della condizione" in cui la popolazione vive "da più di un anno è che ormai ci siamo assuefatti all'orrore quotidiano". Orrore che si è ripetuto ancora ieri proprio sotto gli occhi degli abitanti di Aleppo, dove sono stati trovati i corpi di almeno 65 persone "apparentemente giustiziate con colpi d'arma da fuoco alla testa e le mani legate dietro la schiena" come scrive La Repubblica. Ma mons. Boutros Marayati spiega che "c'è una deformazione di tutte le informazioni. Non ci si può fidare di quello che si sente dire, e non c'è nessuna possibilità di verificare neanche i fatti che accadono a poca distanza dai nostri quartieri. Anche adesso si sentono i rumori delle esplosioni, ma non sappiamo da chi arrivano e contro chi sono dirette". All'Agenzia Fides racconta infatti come in merito alle stragi e ad i fatti di sangue c'è un continuo "rimpallo di accuse" tra i media governativi della Siria che attribuiscono la responsabilità della strage di Aleppo alle brigate jihaidiste di Jabhat Al-Nusra ed i gruppi della Coalizione d'opposizione che parlano di "nuovo terribile massacro perpetrato dal regime". "Siamo al centro di una guerra, ma la viviamo come se fossimo al buio, senza capire davvero cosa sta succedendo - continua l'Arcivescovo di Aleppo - Ci sono sempre notizie di nuove stragi, c'è il rumore continuo dei bombardamenti, si vive in uno stato di tensione e paura giorno e notte, c'è la fatica per sopravvivere in una quotidianità in cui non si trova nemmeno l'acqua da bere e il carburante per riscaldare le case. Travolti come siamo da tutto questo non c'è quasi il tempo di prendere coscienza delle cose terribili in cui siamo immersi". Anche l'inviato dell'ONU e della Lega araba Lakhdar Brahimi avverte che ormai la Siria "sta andando in pezzi sotto gli occhi del mondo", ricordando oltre ai massacri anche l'emergenza umanitaria degli oltre 700mila profughi, facendo quindi notare al Consiglio di Sicurezza che non può più permettersi di "restare in disaccordo sulla Siria". "Ci chiediamo solo quando e come tutto questo finirà - conclude mons. Marayati all'Agenzia Fides - E preghiamo il Signore, che ci guardi e ci protegga".

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