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Siria: anche a Latakia dopo Daraa, morti e feriti per le proteste

In Siria la "primavera araba" porta la gente in piazza a manifestare, ma la repressione è durissima da parte delle forze governative. Notizie frammentarie da Facebook e Twitter, si parla di morti e feriti tra i rivoltosi.

La primavera del mondo arabo continua a fiorire tramite social network. I giovani organizzano "l'incedio del Mediterraneo" tramite le nuove tecnologie con grande entusiasmo, al grido di "viva la libertà". Sempre tramite social network si organizzano enormi manifestazioni di piazza, almeno questo è dato sapere. Ora è tempo di "primavera" per la Siria, dove migliaia di persone stanno protestando per ottenere libertà e diritti civili che sono negati. Le notizie sono frammentarie e arrivano solamente tramite web, Facebook e Twitter. Ogni tanto viene pubblicato anche qualche breve filmato per testimoniare la realtà della protesta. A Daraa, nel sud del Paese, sarebbero in piazza centinaia di manifestanti anche dopo la repressione durissima, che dura da ormai sette giorni, da parte della polizia siriana che avrebbe provocato oltre 150 morti, come riporta Al Jazira. Su Facebook si inneggia alla rivolta, anche perché sarebbero morti, per il fuoco delle forze di polizia siriane, almeno sette persone a Latakia, la più importante città portuale della Siria. Sembra anche che l'esercito sia entrato in città prepotentemente "per riportare l'ordine".

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