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Siria accetta piano Mosca su controllo ONU armi chimiche

La Russia propone di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche della Siria. Il regime di Bashar al-Assad accetta il piano di Mosca, e Barack Obama annuncia che con questa soluzione non ci sarà nessun attacco in Siria, precisando però che ciò è solo il risultato della minaccia di un intervento armato. Tanti altri invece, quelli cioè che hanno pregato con Papa Francesco sabato scorso, sono convinti che tale "svolta" sia opera solo della Madonna, che ha accolto le suppliche di tanti fedeli e uomini e donne di buona volontà che hanno elevato al cielo il loro "grido di pace".

Ieri, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa con il ministro degli Esteri libico, aveva annunciato il piano di Mosca per evitare l'attacco in Siria da parte degli Stati Uniti, che potrebbe degenerare nella terza guerra mondiale. Il piano di Mosca prevede infatti di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche siriane, e Lavrov ammette che tale iniziativa "non è puramente russa, perché nata in seguito a contatti avuti con gli americani". Il portavoce del presidente russo, infatti, spiega che l'idea sarebbe stata discussa da Vladimir Putin e Barack Obama a margine del vertice G20 della scorsa settimana. Dopo tale annuncio, il Presidente USA afferma che la proposta russa potrebbe essere effettivamente "un passo avanti" per arrivare ad una soluzione politica del conflitto siriano. Nel fattempo, anche la Francia accoglie la proposta russa, annunciando però che avrebbe presentato una risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, basata su cinque punti, per fissare i paletti entro i quali l' ONU dovrebbe muoversi per mettere sotto sorveglianza le armi chimiche della Siria, e smantellarle. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha quindi precisato che se la Siria non rispetterà tale impegno ci saranno "conseguenze estremamente gravi", poiché la risoluzione sarà presentata ai sensi del capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che prevede un attacco militare in caso di violazione dei patti.

Mentre il mondo rimaneva in attesa del prossimo voto al Consiglio di sicurezza dell'ONU, temendo il possibile il veto sulla risoluzione francese da parte della Russia, l'agenzia di stampa Interfax, citando il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moualem, annuncia che il governo di Bashar al-Assad ha accettato la proposta russa di mettere le sue armi chimiche sotto il controllo internazionale, per evitare un possibile attacco militare da parte degli Stati Uniti. Anche la Cina e l' Iran si dicono favorevoli al piano di Mosca, mentre l'opposizione siriana taccia tale soluzione come "una manovra politica che serve unicamente a prendere tempo e che porterà solo più morte e distruzione al popolo della Siria". Barack Obama, nel corso di una serie di interviste a diverse emittenti americane, anticipa che "se si dovesse verificare" la consegna effettiva delle armi chimiche del regime di Assad all'ONU, allora potrebbe non esserci davvero nessun attacco alla Siria. Il Presidente USA, però, ci tiene a precisare che tale "svolta" sarebbe comunque solo il risultato della minaccia di un intervento armato. Tanti altri invece, quelli cioè che hanno pregato con Papa Francesco sabato scorso, sono convinti che tale "svolta" sia opera solo della Madonna, che ha accolto le suppliche di tanti fedeli e uomini e donne di buona volontà che hanno elevato al cielo il loro "grido di pace".

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