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Siria, Papa: comunità internazionale non risparmi alcuno sforzo

Nonostante l'accorato appello di Papa Benedetto XVI, in Siria il sangue continua a scorrere. Il Santo Padre chiede alla comunità internazionale di non risparmiare "alcuno sforzo" per far uscire la Siria dalla crisi, mentre il Nunzio apostolico invita tutti a parlare "con una sola voce".

Mentre il sangue continua a scorrere anche oggi in Siria, lo scorso venerdì Papa Benedetto XVI, ricevendo in udienza nella Sala Clementina del Palazzo apostolico in Vaticano i partecipanti all'assemblea della Roaco (la Riunione delle opere in aiuto alle chiese orientali), ha chiesto nuovamente la fine della "la violenza, che porta solo dolore e morte" affinché invece si lasci "spazio alla riconciliazione, alla concordia e alla pace".
Fra i presenti all'incontro, infatti, anche il Nunzio apostolico in Siria, monsignor Mario Zenari, e il Papa ha colto l'occasione per riaffermare la sua "vicinanza alle grandi sofferenze dei fratelli e delle sorelle della Siria, in particolare dei piccoli innocenti e dei più deboli".
"Non venga risparmiato alcuno sforzo - precisa il Santo Padre - anche da parte della comunità internazionale, per far uscire la Siria dall'attuale situazione di violenza e di crisi, che dura già da molto tempo e rischia di diventare un conflitto generalizzato che avrebbe conseguenze fortemente negative per il Paese e per l'intera regione".
Papa Benedetto XVI ha quini elevato "un pressante e accorato appello perché, davanti al bisogno estremo della popolazione, sia garantita la necessaria assistenza umanitaria, anche a tante persone che hanno dovuto lasciare le loro case, alcune rifugiandosi nei Paesi vicini" ricordando come "il valore della vita umana è un bene prezioso da tutelare sempre".
In una intervista rilasciata all'Adnkronos il Nunzio apostolico Mario Zenari ha sottolineato come "ci sia bisogno di una forte solidarietà internazionale" perché "sarà infatti molto difficile che la Siria possa uscire da sola dalla crisi che sta attraversando" visto che "il Paese ha imboccato la strada verso il baratro e la comunità internazionale ha il dovere di intervenire per impedire tutto questo", spiegando di condividere "quanto hanno detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e anche l'inviato Kofi Annan, e cioè che in questa situazione la comunità internazionale deve parlare con una voce sola".

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