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Siria, Lega Araba: attuare riforme per evitare "interventi stranieri"

In Siria la repressione sembra continuare, e la Lega Araba interviene condannando le violenze e annunciando il viaggio in Siria del loro segretario, per cercare di attuare le riforme chiste dal popolo, unica soluzione per evitare "interventi stranieri".

L'Osservatorio siriano sui diritti umani continua a denunciare atti di repressione da parte del regime di Bashar al Assad, e la Lega Araba interviene in prima persona, attraverso una nota, condannando le violenze e chiedendo "la fine dello spargimento di sangue". Durante la riunione ministeriale straordinaria dell'organizzazione viene poi annunciato il viaggio del segretario Nabil al Arabi a Damasco, per cercare di risolvere al più presto la crisi, anche se non è ancora chiaro in quale data. Per evitare in Siria, come è successo in Libia, "interventi stranieri" è necessario, sottolinea la Lega Araba, che il governo di Assad attui dei rapidi "progetti di riforma". Riforme chieste dall popolazione e promesse da Bashar al Assad, ma solo in parte concesse. La nuova legge sulla stampa, per esempio, sembra che eviterà il carcere per quei giornalisti che minerebbero "il prestigio e la dignità dello Stato" con i loro articoli, ma rimarrebbe il rischio di incorrere in forti sanzioni pecuniarie. L'iniziativa della Lega Araba sembra voler indicare "la via della ragione prima che sia troppo tardi", come spiega Al Arabi, sottolineando che di fronte a queste "rivoluzioni" e "sollevazioni di popolo" il "ricorso alla forza è inutile", perché i cittadini non solo "reclamano cambiamenti radicali" ma anche del tutto "legittimi". La delegazione siriana presso l'organizzazione ha però protestato per tali dichiarzioni, affermando che "il comunicato rappresenta una chiara violazione dei principi della Carta della Lega e delle fondamenta dell'azione congiunta dei Paesi arabi".

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