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Siria: Gregorio III Laham necessaria "riconciliazione faccia a faccia"

La "guerra civile" in Siria non si può ridurre allo scontro tra "esercito 'libero' contro esercito 'regolare'" come osserva Roger Bou Chahine. E il Patriarca greco-cattolico melkita di Damasco Gregorio III Laham invia all'Agenzia Fides una lettera aperta a tutti i cristiani: l'unica via in Siria è la "riconciliazione faccia a faccia".

La situazione in Siria è "totalmente drammatica". Con queste parole Roger Bou Chahine, direttore dell'Osservatorio geopolitico mediorientale, commenta a Radio Vaticana la situazione in Siria , che conta almeno 25 mila morti dall'inizio del conflitto nel marzo del 2011. I rifigiati secondo l'ONU sono ormai 235 mila, in Giordania, Libano, Turchia e il flusso, soprattutti in Giordania, come testimonia la Caritas, cresce in continuazione. Una situazione in cui l'occidente "non conta più i morti" e di cui i siriani sono molto delusi, dato che mancano aiuti e appoggio per la risoluzione del conflitto. Sempre a Radio Vaticana Roger Bou Chahine spiega come in Siria "quello che sentiamo, non dico che sia manipolato, ma è completamente lontano dalla verità" dato che "il regime siriano continua a essere a tutt'oggi completamente in funzione: ha perso tanti pezzi, ma sono pezzi che non hanno destabilizzato la sua organizzazione, sia del partito, sia delle forze di sicurezza, che mantengono il regime in vita". Il direttore dell'Osservatorio geopolitico mediorientale spiega a Roberta Gisotti che l'ha intervistato: "(...) Ma che un popolo rimanga sotto una finta guerra civile - agli occhi di chi lo vuole vedere in quel modo - e che la gente muoia senza un aiuto, senza una possibilità di poter essere allo stesso livello, perché è stata inventata questa espressione, esercito 'libero' contro esercito 'regolare', come per dare via una guerra di uguaglianza, di uguale livello di combattimento, invece non è così. I ribelli siriani, li ho visti con i miei occhi, ero in Siria tre settimane fa, vivono di kalashnikov e cartucce. Ad oggi, non hanno occupato una caserma del regime, non hanno ottenuto aerei, non hanno ottenuto cannoni... Ricostruiscono, li ho visti costruire cose con i tubi di acciaio". Intato l'unica via ragionevole, soprattutto quando è in atto una "guerra civile", vera o "finta", è quella della riconciliazione. L'Agenzia Fides ha ricevuto una lettera aperta dal Patriarca greco-cattolico melkita di Damasco, Gregorio III Laham . Un messaggio che si rivolge a tutti i cristiani e i cittadini siriani del mondo intero, per opporsi al linguaggio della violenza che in Siria "ha travolto tutti gli altri tipi di linguaggi" e per cercare un dialogo che porti ad una "riconciliazione faccia a faccia" che serva "per andare oltre le nostre ferite, le sofferenze e gli spargimenti di sangue". Il Patriarca greco-cattolico melkita di Damasco ricorda che "la Chiesa in Siria è chiamata al ministero della riconciliazione, con tutti i mezzi disponibili" e, come scrive Fides, Gregorio III Laham appoggia "il prezioso lavoro del movimento 'Mussalaha' ('Riconciliazione'), iniziativa popolare interreligiosa, nata nella società civile siriana". Intanto oggi il presidente del Consiglio Mario Monti, al termine del colloquio con Francois Hollande, presidente della Repubblica francese, ha affermato riguardo alla Siria che "è necessario superare l'impasse in cui versa il Consiglio di sicurezza" dell'ONU.

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