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Siria, Francia: situazione inaccettabile, ONU condanni repressione

La Francia sembra essere in prima linea anche riguardo la situazione in Siria, dove le crescenti repressioni armate da parte del presidente Bashar al-Assad stanno facendo fuggire migliaia di civili nella vicina Turchia.

La Francia sembra essere in prima linea anche riguardo la situazione in Siria, dove le crescenti repressioni armate da parte del presidente Bashar al-Assad stanno facendo fuggire migliaia di civili nella vicina Turchia. Ancora morti durante le manifestazioni nate dopo le preghiere del venerdì, perché le forze di sicurezza fedeli al regime avrebbero aperto il fuoco quando hanno visto la folla che continuava ad aumentare, come riporta la Reuters citando alcuni rifugiati in Turchia e diversi attivisti per i diritti umani. Ma gli stessi dicono che molti militari stanno cominciando a rifiutarsi di aprire il fuoco contro il loro stesso popolo, spesso addirittura scontrandosi contro i loro compagni delle forze di sicurezza. E mentre la guerra civile dilaga in Siria, sembra che già quasi 3.000 civili abbiano attraversato il confine per raggiungere la Turchia, tanto che Ankara starebbe pensando di creare una zona cuscinetto lungo il confine, ipotizzando che a breve potrebbero essere centinaia di migliaia i siriani costretti ad abbandonare le loro terre. Per questo motivo la Francia sottolinea che tale situazione "crea una minaccia per la stabilità regionale", condannando "con fermezza la prosecuzione sempre più brutale della repressione in Siria, anche con l'utilizzo di armi pesanti come a Jisr al-Shughour da dove numerosi civili fuggono la repressione cercando rifugio in Turchia". Sembra infatti che la città di Jisr al-Shughour si sia praticamente svuotata a causa della violenta repressione. "Questa situazione inaccettabile - spiega sempre in una nota il Ministero degli Affari esteri francese - deve cessare". E mentre da una parte la Francia continua ad insistere affinché il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condanni ciò che sta avvenendo in Siria, dall'altra sottolinea come sia arrivato il momento che le autorità siriane accordino finalmente "un diritto di accesso immediato e incondizionato al Cicr (Comitato internazionale della Croce Rossa) e alle altre agenzie umanitarie".

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