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Siria: Aleppo circondata, si avvicina la "battaglia finale"

La guerra "non porta da nessuna parte" si dice ad Aleppo, fa sapere l'agenzia Fides. La città è ormai circondata dalle truppe governative di Bashar al-Asad, mentre l'Esercito Siriano Libero si organizza e si rafforza.

Situazione sempre più complicata in Siria dopo che l'ex Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan ha rinunciato al suo incarico di mediatore dopo cinque mesi di tentativi vani nel trovare una soluzione diplomatica condivisa. Aleppo, roccaforte dei ribelli al regime di Bashar al-Asad è sotto i bombardamenti, mentre in tutto il Paese gli scontri tra l'Esercito Siriano Libero e le truppe governative mietono centinaia di vittime. Solamente ieri, come denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani sono morte 220 persone dei quali 165 erano civili. E ad Aleppo si avvicina la "resa dei conti" tra le fazioni, quella che ormai molti chiamano la "battaglia decisiva" del regime contro gli insorti. Ventimila militari sono di fatto intorno alla città e non è difficile immaginare che la battaglia non sarà breve. Come riportava il 3 agosto l' agenzia Fides citando sue fonti da Aleppo: "Abbiamo paura che si ripeta quello che è successo a Homs quando la gente si è rifugiata nei quartieri abitanti dai cristiani, che sono a loro volta diventati il campo di battaglia tra le due parti. (...) Vediamo però che vi sono preparativi dappertutto per continuare la battaglia per il controllo di Aleppo. Non si sa cosa potrà capitare nelle prossime 48 ore". Una situazione che proprio l'abbandono di Annan ha, in un certo qual modo, fatto precipitare. Continuano le fonti Fides: "Avevamo sperato molto nella missione di Annan, e continuiamo a sperare in una via di uscita onorevole per entrambe le parti. Se si vuole aiutare veramente il popolo siriano l'unica soluzione è quella politica, la guerra non porta da nessuna parte".

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