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Quirico e Piccinin, ribelli su Skype: usato noi Sarin in Siria. Ora tocca a PRISM

LIberati il giornalista Domenico Quirico e il professore belga Pierre Piccinin, che raccontano di aver udito mentre erano prigionieri in Siria "una conversazione in inglese via Skype" dove si diceva che "l'operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l'Occidente a intervenire militarmente". Quirico precisa: "Non ho alcun elemento che possa confermare l'affidabilità" della notizia. Ma la NSA potrebbe averla, grazie a PRISM.

L'inviato de La Stampa, Domenico Quirico, e con lui il professore belga Pierre Piccinin, sono stati liberati, dopo essere stati rapiti da un gruppo di ribelli in Siria e da loro tenuti in ostaggio per 5 mesi. "Ci sarà tempo e modo per informare la pubblica opinione, e ricostruire le fasi del sequestro. Adesso, la procedura prevede non a caso come prima cosa che Domenico Quirico sia ascoltato dalla magistratura italiana, è evidente che non è possibile in questo momento aggiungere altro" sottolinea immediatamente il ministro degli Esteri Emma Bonino, ringraziando per la riuscita liberazione dei due rapiti "la cocciutaggine operosa di tutta la Farnesina, a cominciare dall'Unità di crisi, e di tutti gli apparati dello Stato", e naturalmente "il riserbo" che ha avuto la stampa nella vicenda.

Riserbo che Pierre Piccinin ha messo da parte appena tornato in Belgio, dove ha dichiarato: "E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco". La convinzione di Piccinin deriva dal fatto che, durante la prigionia con Quirico, i due uomini hanno ascoltato "da una porta socchiusa una conversazione in inglese via Skype che ha avuto per protagoniste tre persone di cui non conosco i nomi", come racconta Domenico Quirico a LaStampa.it dopo aver appreso le dichiarazioni del suo ex compagno di prigionia. Il giornalista italiano quindi precisa: "Uno si era presentato a noi in precedenza come un generale dell'Esercito di liberazione siriano. Un secondo, che era con lui, era una persona che non avevo mai visto. Anche del terzo, collegato via Skype, non sappiamo nulla. In questa conversazione dicevano che l'operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l'Occidente a intervenire militarmente. E che secondo loro il numero dei morti era esagerato".

Domenico Quirico chiarisce quindi: "Io non so se tutto questo sia vero e nulla mi dice che sia così, perché non ho alcun elemento che possa confermare questa tesi e non ho idea né dell'affidabilità, né dell'identità delle persone. Non sono assolutamente in grado di dire se questa conversazione sia basata su fatti reali o sia una chiacchiera per sentito dire, e non sono abituato a dare valore di verità a discorsi ascoltati attraverso una porta".

C'è un ente governativo, però, che potrebbe avere "elementi" per giudicare o meno "l'affidabilità" di questa conversazione via Skype. La NSA, attraverso il programma di sorveglianza PRISM, potrebbe infatti aver registrato tutto, e vista la gravità della situazione internazionale il governo americano potrebbe rendere pubblici tutti i report al riguardo. D'altronde, a sentire Barack Obama, il programma PRISM servirebbe solo per la "sicurezza americana". Se il programma di sorveglianza avesse invece "perso" proprio questa conversazione via Skype, allora la NSA farebbe meglio a chiudere il progetto, che finora sembra violare solo la privacy degli americani e dei cittadini del resto del mondo. Ed Obama dovrebbe probabilmente pensare alle dimissioni. Oltre che alla restituzione del Premio Nobel per la Pace.

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